Le prime pagelle Sanremo 2026 sono servite. Manca meno di un mese alla 76esima edizione del Festival della Canzone Italiana: martedì 24 febbraio 2026 si alzerà il sipario all’Ariston per la prima serata della gara.
L’ascolto in anteprima della stampa
Come da tradizione, a circa un mese dall’inizio della gara canora, la stampa ha ascoltato in anteprima le 30 canzoni dei Campioni in gara. Per farsi una prima idea, per conoscere fin da subito quali possano essere i favoriti, o meno, a succedere a Olly, vincitore del Festival di Sanremo 2025.
Le prime pagelle Sanremo 2026
In egual modo, i colleghi giornalisti hanno espresso le prime personalissime pagelle sugli ascolti in anteprima. Lo sottolineiamo: sono personalissime. Ogni testata giornalistica e ogni giornalista, infatti, assegna un voto in base a tanti fattori, primo su tutti il gusto personale. La redazione ha quindi voluto indagare le pagelle pubblicate dai colleghi per fare una media dei 30 brani in gara. Perché, dal nostro punto di vista, se ogni testata può (giustamente) assegnare un voto soggettivo, una media di più testate crea una trend già molto più affidabile.
Per effettuare questa verifica abbiamo preso in considerazione undici testate e siti che hanno pubblicato voti numerici: Il Messaggero, iMusicfun, Mi-Tomorrow, Sky TG24, Adnkronos, All Music Italia, Il Mattino, Il Sole 24 Ore, Vanity Fair, Rockit e Gay.it.
Il regolamento sul voto del Festival
Occorre precisare che la classifica che stiamo per andare a presentare rappresenta esclusivamente la media dei voti espressi dai giornalisti. Sebbene sia un dato comunque affidabile per capire quali possano essere i favoriti, nella votazione finale che decreterà la classifica di Sanremo 2026 entreranno in gioco anche altre categorie di votanti.
Oltre alla Giuria della Sala Stampa, Tv e Web, voteranno infatti anche da regolamento il pubblico tramite il sistema del Televoto e la Giuria delle Radio. I tre sistemi di votazione avranno un peso percentuale sul risultato dell’ultima votazione così ripartito: televoto 34%; giuria della Sala Stampa, Tv e Web 33%; giuria delle Radio 33%. Il regolamento completo di Sanremo 2025 è consultabile cliccando qui.
La classifica dei favoriti di Sanremo 2026 secondo i media: i bocciati
Secondo la media delle testate prese in considerazione ci sono diversi artisti che proprio non hanno convinto. All’ultimo posto (media 4,65) si posiziona Elettra Lamborghini con Voilà. Subito sopra, ma sempre nettamente sotto la sufficienza, Leo Gassmann (5,32 – Naturale) e Francesco Renga (5,34 – Il meglio di me).
Non va meglio a LDA e AKA 7even (5,39 – Poesie clandestine) e Samurai Jay (5,48 – Ossessione). Sotto la sufficienza anche Bambole di pezza (5,59 – Resta con me), Raf (5,64 – Ora e per sempre), Sal Da Vinci (5,65 – Per sempre sì) e Luchè (5,73 – Labirinto).
Chiudono la zona “rossa”, appena sotto il 6, Mara Sattei (5,91 – Le cose che non sai di me) ed Enrico Nigiotti (5,98 – Ogni volta che non so volare).
I cantanti in gara (sufficienti) da riascoltare
C’è poi chi galleggia appena sopra la linea della sufficienza: Michele Bravi apre il gruppo con 6,00 per Prima o poi, seguito da Nayt (6,16 – Prima che) e J-Ax (6,27 – Italia Starter Pack).
Poco sopra troviamo due nomi “storici”: Arisa (6,30 – Magica favola) e Patty Pravo (6,30 – Opera). Si attesta a 6,35 la coppia Fedez e Marco Masini con Male necessario, mentre Levante con Sei tu arriva a 6,43 e Dargen D’Amico con Ai ai a 6,45.
La prima Top 10 dei favoriti
Al decimo posto, per voto medio, ci sono a pari merito Serena Brancale (Qui con me, 6,50) ed Eddie Brock (Avvoltoi, 6,50): due “sufficienti pieni” ma con personalità molto diverse. Brancale si muove su un terreno caldo, di voce e groove, dove l’interpretazione è spesso la vera arma e il pezzo può crescere quando arriva l’orchestra e, soprattutto, quando lo senti dal vivo. Eddie Brock invece gioca più sulla tinta scura e sull’immaginario: Avvoltoi sembra uno di quei brani che dividono al primo ascolto ma che, se il ritornello si pianta in testa e l’esibizione è solida, possono risalire rapidamente.
Subito sopra, in zona Top 10 piena, troviamo Tommaso Paradiso (I romantici, 6,64) e Tredici Pietro (Uomo che cade, 6,64) appaiati. Paradiso porta in dote il suo marchio: nostalgia pop, scrittura immediata, quel modo di raccontare l’amore con immagini quotidiane che al pubblico piace perché è riconoscibile. E questo, in un contesto come Sanremo, spesso vale più di mezzo punto di media. Tredici Pietro, dall’altra parte, sta su un registro più generazionale e urbano: Uomo che cade ha il potenziale di prendere quota se la performance riesce a trasformare la fragilità del testo in un momento “da palco”, perché lì si decide la differenza tra un buon brano e un brano che resta.
Settimo posto momentaneo per Chiello con Ti penso sempre (6,68): è uno di quelli che la stampa tende a premiare quando percepisce un’identità netta, anche se non “perfetta” al primo giro. Chiello ha quella vena emotiva un po’ ruvida, un po’ romantica, che può fare presa fortissima se trova la misura giusta tra intensità e controllo. A ridosso della parte alta della classifica si colloca Malika Ayane con Animali notturni (6,82): qui la sensazione è opposta, perché Malika è sinonimo di eleganza e precisione, e spesso le sue canzoni non esplodono subito ma si impongono per qualità, arrangiamento e interpretazione, come un vestito che ti accorgi di quanto sia bello solo guardando le cuciture. E, ancora più su, Ermal Meta con Stella stellina (7,00): lui porta affidabilità da “festivaliero” vero, sa costruire il crescendo emotivo, sa tenere il palco e sa parlare a pubblici diversi. Se queste medie fotografano l’impatto del primo ascolto, è facile immaginare che proprio qui – tra chi deve crescere dal vivo e chi è già pronto di suo – si giocherà una delle risalite più interessanti della settimana sanremese.
Ai piedi del podio troviamo Maria Antonietta e Colombre: La felicità e basta vale una media di 7,14, e non è un caso se la stampa la legge come una di quelle canzoni “di scrittura”, che crescono ascolto dopo ascolto, con quel gusto da diario sentimentale che Maria Antonietta maneggia da anni e che Colombre sa vestire di arrangiamenti puliti. Sul terzo gradino si piazza Sayf con Tu mi piaci tanto (7,27): è il profilo che sorprende perché porta un’energia contemporanea, diretta, senza troppi orpelli, e allo stesso tempo una credibilità che regge bene l’esame del primo ascolto “da sala stampa”. Al secondo posto c’è Fulminacci con Stupida sfortuna (7,34), e qui torna fuori il suo marchio: un pop d’autore che sembra leggero ma non lo è mai davvero, pieno di dettagli e di frasi che restano appiccicate, con quella capacità rara di essere radiofonico senza diventare generico. Il primo posto, almeno per il momento, è di Ditonellapiaga: Che fastidio! fa registrare 7,64 e la sensazione è che abbia convinto proprio tutti: una Chimica che sembra funzionare alla grande.
La sintesi delle pagelle Sanremo con i voti giornalisti
In sintesi: il podio, così com’è oggi, racconta quattro mondi diversi ma complementari – la coppia indie-pop di penna, la nuova voce che irrompe, il cantautore generazionale e l’artista pop che sa osare – e se questi nomi manterranno la rotta anche davanti al pubblico, potremmo essere davanti a una delle finali più interessanti degli ultimi anni.



