Lo scorso fine settimana nell’aula bunker del carcere dell’Ucciardone di Palermo si è svolta, nell’ambito della rassegna turistico-culturale ‘Le vie dei tesori’, un’iniziativa, aperta al pubblico, durante la quale sono state ripercorse le tappe del maxiprocesso contro la mafia. Tra i relatori il giornalista Enzo Mignosi, già inviato speciale del Corriere della Sera, che ha seguito come cronista quel processo e Pietro Grasso, giudice a latere ed estensore della sentenza, già presidente del Senato.

Pubblicando su Facebook un resoconto dell’iniziativa, il collega Enzo Mignosi ha scritto: “Due mattinate intense nel tempio della memoria, più di millecinquecento visitatori, intere famiglie, tanti studenti, tanti bambini. Giornate dedicate ai ricordi di una stagione epica e infame, quelle trascorse nell’aula bunker dell’Ucciardone, tappa inedita de Le Vie dei Tesori, l’iniziativa turistico-culturale nata qualche anno fa da una geniale idea della infaticabile collega Laura Anello, che quest’anno ha voluto dedicare i fine settimana di ottobre anche al maxiprocesso, il monumento giudiziario che ha segnato una svolta epocale nella lotta alla mafia. Sabato ho avuto il privilegio di raccontare la mia esperienza di cronista del maxi negli anni della peste, affiancato da Esther Aiello, moglie di Enzo Mineo, il capo della cancelleria della Corte d’assise, il dirigente che seppe reggere con competenza e discrezione la complessa macchina del processone, garantendone un funzionamento impeccabile“.

“Ieri – ha aggiunto – la chiusura con l’intervento dell’ex presidente del Senato Pietro Grasso, che fu giudice a latere ed estensore della sentenza. Tanto interesse, tanta curiosità, tante domande. Chi non ha vissuto quegli anni ha sete di sapere cosa è successo in Sicilia dalla guerra di mafia ai nostri giorni ma tra depistaggi e inchieste mai concluse i tempi non sono ancora maturi per consegnare alle nuove generazioni una verità storica che non sia inquinata da suggestioni fuorvianti e interpretazioni di comodo”.
“L’Aula Bunker è il luogo più importante della mia vita professionale – ha dichiarato Pietro Grasso – : qui per mesi e mesi come giudice a latere ho seguito il Maxiprocesso, l’impresa giudiziaria più importante della nostra storia per numeri, complessità, rischio. La sentenza del Maxi ha certificato l’esistenza della mafia, e comminato decine di ergastoli e migliaia di anni di carcere ai mafiosi. Per l’iniziativa “Le vie dei tesori”, ho accompagnato per tutta la mattina sette gruppi di cittadini e turisti a visitarla, raccontando loro i luoghi dell’aula, cosa vi è avvenuto, come abbiamo vissuto noi giudici quei mesi e i trentacinque giorni chiusi in camera di consiglio negli spazi dietro gli scranni. Ho risposto alle loro domande, abbiamo ragionato insieme su quanto lo Stato, quando si impegna in tutte le sue articolazioni, possa vincere ogni battaglia”.


