La vista non è un lusso: i nuovi livelli essenziali di assistenza la ignorano

Massimo Ligustro

Di vista si muore o peggio si uccide qualcuno se sei al volante o se non vedi che la fiamma si spegne.
Una sintesi estrema per segnalare che non si possono ignorare i rischi, gravi, che affrontano i ciechi totali, quasi 150mila in Italia, e gli ipovedenti, poco meno di tre milioni. Lo va ripetendo da anni, Massimo Ligustro, presidente del Comitato Macula, oggi più che mai, dopo l’approvazione il 23 ottobre scorso dei nuovi LEA ( i livelli essenziali di assistenza ) in cui il capitolo vista è del tutto inesistente.

Dal 2020 il Comitato ha fatto tappa in tutte le città d’Italia – dice Ligustro – per far comprendere quanto le campagne di prevenzione possano favorire diagnosi precoci anche delle malattie degli occhi a cominciare dalle maculopatie, patologie  che stravolgono la vita di chi ne soffre e che comportano costi per la sanità tuttaltro che leggeri”.
Eppure, nonostante una mole di documentazione scientifica, nei nuovi LEA sono comprese molte altre malattie croniche e invalidanti ma, neppure una parola sulla necessità di introdurre nuovi farmaci, nuovi presidi oltre gli attuali ingranditori, campagne di screening per cogliere le disfunzioni della vista fin dagli esordi. “E pensare – conclude Ligustro- che in una recente campagna nazionale che abbiamo condotto,abbiamo visitato 777 persone di queste, 56 sono risultate portatrici di maculopatia e 33 di diabete che, come è noto, può danneggiare gli occhi provocando la retinopatia diabetica, l’edema maculare,il glaucoma ed anche aumentare il rischio di sviluppare precocemente la cataratta “.

Alessandra Rissotto