La scomparsa dell’attrice Olivia Newton-John ha suscitato cordoglio tra i colleghi e i fan di tutto il mondo. L’attrice, indimenticabile nel ruolo di Sandy in ‘Grease’ a fianco di John Travolta, aveva 73 anni ed era malata da tempo.
Tra chi la ricorda c’è anche l’editore Roberto Mugavero che in lungo post su Facebook ha scritto:
“Ci ha lasciato Olivia Newton John. Aveva 73 anni e aveva combattuto con forza e coraggio per 30 anni contro un male incurabile che – purtroppo – alla fine non le ha lasciato scampo.
Come non ricordarla quando nel 1978 fu scelta per interpretare la dolce Sandy accanto a John Travolta che era Danny Zuko, il leader dei Thunderbirds (detti T-Birds), una banda di studenti della Rydell High School. Insomma, era il bello e impossibile di quel college americano ma che lei, Sandy, conquistò dapprima con i suoi modi gentili ed educati sulle note di “Hopelessly devoted to you”, per poi scioccarlo con il famoso ballo finale in tuta di pelle nera, borchie e tacchi alti cantando insieme la scatenata “You’re the one that I want”.
Quel film, entrato nell’immaginario di tutti, era e ancora è «Grease», uno dei musical di maggiore successo di tutti i tempi.

Poi, nel 1981 uscì l’album insieme agli ELO (Electric Like Orchestra) “Xanudu” che, come musical andò malino, ma come canzoni acclamò ancora una volta la bella e brava cantante australiana con i suoi “Phisical”; “Magic” e la romantica “Suddenly” interpretata insieme a Cliff Richard, brani con i quali vinse due dischi di platino.
Canzoni che mi riportano a quella mia gioventù quando in discoteca ci andavi alle 3 di pomeriggio e non alle 3 della mattina come oggi. E dove il DJ alternava brani da ballo veloce a quelli lenti da ballare stretti stretti.
Io non sono mai stato un gran ballerino alla Tony Manero ma queste canzoni le ricordo bene, tanto che posso dire che proprio “Suddenly” diede inizio ad un amore giovanile che – dopo oltre 40 anni – dura indelebile e giovane come allora unita a quella mia infinita gioia che non passa mai.
Mi dispiace davvero per la scomparsa di Olivia Newton John. Con lei volano in cielo anche una parte della nostra “migliore gioventù” e di un tempo dove non esistevano, per noi ragazzi, i telefonini che oggi li isolano da tutto e da tutti, ma avevamo il telefono di casa con la rotella che papà ci bloccava con il lucchetto per non farci fare telefonate fiume. E quando uscivi, per chiamare qualcuno, c’erano solo le cabine telefoniche con i gettoni.
Erano gli anni delle scampagnate da fare con gli amici sui motorini 48cc o con le prime auto prese usate, tutti assieme, felici, con i plaid da stendere sull’erba per non far sporcare i vestiti delle ragazze, con le salsicce da cucinare in un fuoco fatto con la carbonella lungo il fiume ascoltando gli stereo portatili dove inserivi le tue cassette C30, C60, C90 e via così dove il numero era la durata (su due lati) di quell’esile nastro magnetico che ogni tanto il meccanismo interno si mangiava e addio musica.
Ed erano soprattutto gli anni delle tante bellissime passeggiate mano nella mano con la propria filarina, proprio come Sandy e Danny in ”Grease”, perché un po’ ci sentivamo come loro. Anzi, noi pensavamo di essere anche più belli e più innamorati.
E per quanto mi riguarda è ancora così“.


