Manimàn non è solo una parola, è una filosofia di vita. Significa ‘non si sa mai”, è cauta e guardinga, aspettativa. Si può usare dappertutto.
Ghiglino 1893, storica bottega di tessuti di lusso, e poi di moda maschile e femminile, (via Venti ) l’ha ricamato sulle magliette, rosso su blù. Mi hanno fermato in tanti, questa estate in giro per l’Italia, per chiedermi il significato. Deriva dall’ arabo aman aman, che vuol dire “a poco a poco”. Dentro quel maniman, ci sono secoli di prudente storia dei genovesi. Sembra dal 1370.
La parola più usata al mondo è O.K. che è una storpiatura di All Correct, diventando Oll Korrect, poi Okay, poi O.K.
Compare per la prima volta sul BostonPost,1839. Esplode in Italia con le truppe Usa che ci liberano dal Nazismo. Oggi quel gesto vuol dire anche O Killed, cioè zero nemici. Pollice e indice uniti.
Coca Cola e Pizza, seguono a ruota. Coca Cola spariglia il campo dal 1930, quando in America, la beve Babbo Natale, col suo costume rosso. La conosce tutto il mondo. Pizza arriva dal latino, cioè Schiacciata (documento del 997 ac) mentre a Napoli la si nomina, dal 1500. La Pizza, oggi, siamo noi.
Finisco con ” mamma” la parola più bella, più dolce che sia stata inventata.
E’ un suono naturale, che deriva dalla Lallazione del bimbo, la sequenza di sillabe ripetute dal neonato. Ma..ma..ma, o ba..ba..ba. Diventa parola tra i 6 e i 10 mesi di vita.
Si dice “mamma” in quasi tutte le lingue del mondo, dal russo al cinese, l’olandese, il brasiliano, lo spagnolo, il ceko. Inglese, francese, tedesco. Piccole differenze, ma il suono è quello.
Mamma (e non mummy, come dice chi se la tira) perché ‘non solo è la prima parola della nostra vita, ma quasi sempre anche l’ultima, sofferta, angosciante, ma inconsapevolmente piena di speranza, quella che ci accompagna nel momento estremo della vita. Tutto torna, dove ha avuto inizio.
Paolo Zerbini



