La Colomba, si sa, è il segno della pace. Ma se finisce nelle mani di Angelo Cilio, pallanuotista, si trasforma in dolore acuto. Per il portiere e la squadra avversaria.
Perché la “Colomba” nel gergo della pallanuoto, è la ‘Palombella’, tiro dolce, ma canaglia, che sorpassa (ridendo) la testa del portiere. E fa gol. Noi abbiamo avuto, ed abbiamo ancora in attività, Master, Angelo Cilio, il più grande specialista in colombe, della Liguria e forse d’Italia. Piccolo, furbissimo, nuoto quel che basta (poco) senso strategico della posizione eccezionale, per smarcarsi, a mezzo metro dall’avversario. Dice il Manuale Tecnico “Il braccio rallenta brevemente il movimento del tiro, prima di impegnare il polso, a far compiere alla palla, un movimento ad arco. Se lo dice il Manuale e lo esegue, sempre, Angelo Cilio, vuol dire che il gesto è perfetto. Cilio oggi ha 84 anni, ma in acqua si trasforma, ancora, in una macchina micidiale. A suon di colombe.

Angelo è siciliano di Vittoria, il mare di Ragusa. E’ arrivato a Nervi, splendida cittadina della Liguria di Levante, dalla zia, che aveva casa sul Porticciolo, all’età di 5 anni. Dal terrazzo vedeva i ragazzi (e i grandi) allenarsi in mare, protetti dalla diga. Così capite, subito, come è andata. Una vita a giocare nel Nervi prima, nel Bogliasco poi, e ad allenare. Ma dai 13 anni, anche a lavorare duro, come muratore, nell’azienda del padre. Cemento e capacità. Per tutta la vita. Oggi vive nella sua bella villa di Bogliasco, dove si è costruito persino una piscina, con le porte da pallanuoto.
Per Pasqua ha fatto un gesto sorprendente: ha portato ai nostri 4 portieri (le sue vittime) 4 Colombe vere, dolci, della pace. Andrea Leoni, Nicola Schenone, Stefano Parodi hanno spalancato occhi e bocca. Paolo Colombo non c’era, ma la suo dolce, l’ha ritirato il giorno dopo. Il giorno di Pasqua.
Paolo Zerbini



