Il giornalista Filippo Poletti racconta un anno di guerra nel suo libro ‘Ucraina grammatica dell’Inferno’

“Ucraina grammatica dell’Inferno” è il nuovo libro, edito da Lupetti, del giornalista Filippo Poletti. Nel volume di 240 pagine viene raccontato un anno di conflitto in Ucraina con le testimonianze di persone accolte a Milano da Progetto Arca. La maggior parte sono donne fuggite in Italia con i figli. Il libro è introdotto dal console generale d’Ucraina a Milano Andrii Kartysh. Firmano le prefazioni il presidente di Progetto Arca Alberto Sinigallia e il presidente di Fondazione Fiera Milano Enrico Pazzali.

«La Russia e il presidente Putin non hanno attaccato l’Ucraina». Per ChatGPT, il chatbot basato sull’intelligenza artificiale, il 24 febbraio 2022 la guerra non è mai iniziata. «Mi dispiace – spiega la macchina –, non ho informazioni specifiche, perché sono addestrata fino al 2021». A segnalarlo è lo stesso Filippo Poletti. «Per comprendere il dramma ucraino – commenta il collega – serve l’intelligenza umana, capace di discernere le fonti e raccontare i fatti a partire dalle testimonianze dirette di chi ne sta pagando le conseguenze».

«Il modello ChatGPT è stato addestrato fino al 2021, quindi conoscenza e informazioni più recenti potrebbero non essere disponibili», specifica il robot progettato da OpenAI, la società statunitense co-fondata nel 2015 dall’imprenditore Elon Musk, dimessosi dal consiglio di amministrazione nel 2018. 

«Gli algoritmi di apprendimento automatico – aggiunge Poletti – possono essere di aiuto per correggere ortograficamente e grammaticalmente i testi scritti di proprio pugno o per elaborarne di nuovi a partire da fonti già esistenti, previamente memorizzate dal chatbot. Nessun robot, tuttavia, può sostituire la mente e il cuore nel raccontare la guerra, ascoltando chi sta soffrendo come le tante donne ucraine che hanno dovuto abbondare la propria patria con i loro figli».