“Guida quantistica per anticonformisti” è il titolo del nuovo libro di Gabriella Greison, edito da Mondadori, in distribuzione in tutte le librerie italiane. La scrittrice racconta: “Tutto è nato da una fotografia in bianco e nero, scattata nel 1927, con 29 personaggi in posa, di cui 17 erano o sarebbero diventati premi Nobel”. Il suo percorso professionale annovera una laurea in fisica, ma anche una sorprendente capacità divulgativa che fino ad oggi si è espressa con stile brillante e divertente in programmi tv, spettacoli teatrali e nove libri.
Nell’interessante pubblicazione Gabriella Greison sostiene che la fisica quantistica sia praticamente incomprensibile e che si potrebbe fare a meno di conoscerla. Eppure, dato che è una donna che ha passione, prova a spiegarcela. Il risultato è notevole, anche perché la lezione, pur giungendo da una scienziata vera, non fa sentire il lettore inesperto in materia. In particolare, la “guida” è un viaggio per menti curiose alla scoperta della meccanica quantistica e dei suoi più illustri protagonisti in tutto il mondo. Immaginando di parlarne proprio con Isaac Newton (1643-1727), uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi; egli è considerato il “padre” della meccanica classica, ma questa è esattamente la teoria messa in discussione.
Gabriella Greison aiuta il lettore a superare l’oggettiva ignoranza da non addetto ai lavori, conducendolo per mano in un mondo sconfinato, popolato di argomenti che forse qualcuno ha già incontrato a scuola, che sono spesso menzionati (anche a sproposito) o di cui si conosce appena l’esistenza. Ecco che il principio di indeterminazione di Heisenberg, il gatto di Schroedinger, o il fenomeno dell’entanglement diventano non solo più familiari, ma un utile pezzetto di bagaglio culturale. E questo accade con leggerezza, attraverso le storie anche inedite, i focus sul lavoro teorico e sperimentale che è alla base della ricerca, e alcune dimostrazioni pratiche. Così si scopre che certe leggi della fisica sono sconvolgenti perché tutto sembra diventare possibile, ma ci sono molto più vicine di quanto pensiamo, perfino nel funzionamento di apparecchiature note a chiunque e di molti oggetti d’uso nella vita quotidiana.
di Paola Biondi



