Oggi, lunedì 5 gennaio 2026, ricorre il 42° anniversario dell’assassinio di Giuseppe “Pippo” Fava (Palazzolo Acreide, 15 settembre 1925 – Catania, 5 gennaio 1984), giornalista e scrittore ucciso a Catania. La sua figura è legata soprattutto alla direzione del «Giornale del Sud» e alla fondazione della rivista «I Siciliani», con cui raccontò i legami tra criminalità organizzata, affari e potere nel capoluogo etneo.
Dalle origini alla carriera giornalistica
Fava cresce tra Palazzolo Acreide, Siracusa e poi Catania. Si laurea in Giurisprudenza nel 1947 e nel 1952 diventa giornalista professionista. Lavora come redattore e inviato per diverse testate e rotocalchi, occupandosi di cronaca, società e cultura. Dal 1956 è capocronista del quotidiano del pomeriggio «Espresso sera» e parallelamente collabora con altre testate, consolidando un profilo di giornalismo narrativo e d’inchiesta che affianca alla produzione letteraria e teatrale.
«Giornale del Sud» e la nascita de «I Siciliani»
Nel 1980 viene chiamato a dirigere il «Giornale del Sud» a Catania. Attorno a lui si forma una redazione giovane che diventerà il nucleo della sua esperienza successiva. Dopo l’uscita dal quotidiano, Fava e i collaboratori avviano un progetto autonomo e nel novembre 1982 esce il primo numero de «I Siciliani», rivista mensile di inchieste. Nel gennaio 1983 pubblica l’articolo sui “quattro cavalieri dell’apocalisse mafiosa”, che mette in relazione imprenditoria e potere mafioso nella Catania di quegli anni.
L’omicidio di Giuseppe Fava a Catania e l’esito giudiziario
La sera del 5 gennaio 1984 Fava viene ucciso a Catania con cinque colpi di pistola mentre si trova in auto nei pressi del Teatro Verga. Le indagini sono lunghe e controverse, ma la vicenda giudiziaria arriva a un punto fermo nel 2003, con la Cassazione: i boss Nitto Santapaola e Aldo Ercolano vengono condannati all’ergastolo come mandanti. Nello stesso quadro processuale viene richiamata anche la posizione di Maurizio Avola, con pena a sette anni in seguito a patteggiamento.


