Giornalismo alla sfida del futuro, senza dimenticare la scuola dei grandi maestri

Nella foto Carlo Bartoli, Carlo Nordio, Giovanni Maria Flick, Pina Picierno Francesco Paolo Sisto, Alberto Barachini e Giuseppe Gallizzi

Venerdì 3 febbraio alle ore 10.30, in occasione del 60esimo anniversario della legge istitutiva dell’Ordine dei Giornalisti, si terrà il convegno ‘Il giornalismo alla sfida del futuro‘. Una mattinata di riflessione sul mondo dell’informazione e su una professione fondamentale per la democrazia e per il diritto dei cittadini ad essere informati.

Introdurrà l’incontro Carlo Bartoli, presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti. Interverranno: Carlo Nordio, ministro della Giustizia; Giovanni Maria Flick, costituzionalista; Pina Picierno (in video), vice presidente del Parlamento Europeo; Francesco Paolo Sisto, vice ministro della Giustizia; Alberto Barachini, sottosegretario all’Informazione e all’Editoria.

A seguire le testimonianze e le esperienze dei colleghi giornalisti. L’evento si svolgerà con la media partnership dell’agenzia di stampa Ansa e in collaborazione con la Rai. Sarà possibile seguire l’incontro in diretta sul canale YouTube del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.

“Ben vengano i dibattiti sul giornalismo, sui giornali e sui giornalisti – dichiara Giuseppe Gallizzi, leader del Movimento Liberi Giornalisti ma non bisogna fare voli pindarici, dimenticando che il giornalismo cartaceo, come ripetevano spesso i grandi maestri, deve basarsi sulla qualità della scrittura e sul rispetto della regola delle ‘5W’ (Chi, Che cosa, Dove, Quando, Perché). La legge istitutiva dell’Ordine del 3 febbraio 1963 è, secondo me, più che mai attuale e non ha bisogno di sfidare il futuro”

Pensare di cambiare le regole per motivi politici ritengo sia un grave errore – aggiunge –. I giornalisti del futuro devono ancora ‘battere i marciapiedi’ alla ricerca e alla verifica delle notizie. Notizie che non possono arrivare in redazione con una velina o con un sms. La presenza di un cronista, come ricordo nel libro ‘La scuola dei grandi maestri’, deve essere costante e puntuale sul territorio. E le interviste devono essere fatte in presenza e non per telefono. Una conferma è il servizio di Aldo Cazzullo su Rahul Gandhi, presidente del Congresso Nazionale Indiano, pubblicato oggi sul Corriere della Sera. Un’intervista che si legge tutta d’un fiato e nobilita il nostro mestiere. I problemi del futuro del giornalismo non si risolvono con la cancellazione o meno di dieci pubblicisti e con l’assunzione di venti o trenta professionisti specializzati nella comunicazione online”.

Rimpiango – conclude Gallizzi – i tempi in cui tanti giornalisti sono diventati scrittori con la pubblicazione di libri che tuttora elevano il mestiere di scrivere”.