
Ci sono due eventi che identificano Genova nel mondo: il Salone Nautico, che è tra le più importanti rassegne del comparto, e il Festival della Scienza che ha acquisito in 21 anni un prestigio che richiama i nomi più noti del mondo scientifico. Quest’anno, però, per la prima volta, ad inaugurare gli 11 giorni di festival sono stati due artisti: Michelangelo Pistoletto, 90 anni straordinariamente portati, ha tenuto una lectio appassionata sul rapporto tra arte e scienza, tematica affrontata anche nel suo ultimo libro “La Formula della Creazione”; poi l’attore e regista Marco Paolini, che ha coinvolto il pubblico in una riflessione su temi come l’energia, la crisi ambientale, il saccheggio delle risorse naturali e il cambiamento climatico, l’evoluzione della specie e delle tecnologie.

Dopo di loro, è stato un susseguirsi di scienziati internazionali che hanno parlato di cosmologia e astrofisica, di medicina e tecnologia. Come sempre, mostre, laboratori, spettacoli hanno animato le giornate del Festival.
Protagonista, nel giorno della chiusura, la biofisica con un dialogo fra scienziati dal titolo che riassume il tema scelto per questa edizione: impronte. Ed ecco che Alberto Diaspro, Ranieri Bizzarri, Velia Minicozzi, Paolo Bianchini hanno proposto: “la biofisica svela le impronte della vita”.
Un argomento assai complesso: Alberto Diaspro presidente della Società Italiana di Biofisica pura e applicata lo spiega in modo semplice come farebbe con la sua nipotina Irene .

“ La biofisica è una scatola magica – ci dice – piena di storie fantastiche che raccontano quello che giorno dopo giorno pensiamo di avere capito. Perché abbiamo bisogno dell’acqua? Perché assomigliamo a qualcuno? Perché ci ammaliamo? Perché i bambini diventano vecchi? Perché, perché? La Biofisica è sconfinata e costruisce un solido ponte che attraversa tutti i saperi, è quella fisica che esiste quando c’è un quesito biologico, quando vogliamo studiare e provare a capire la vita”.
La SIBPA, società italiana di biofisica pura e applicata, festeggia i 50 anni e Diaspro che ne è presidente, coglie l’occasione per ricordarne l’importanza.
“La biofisica nasce da un’immagine in bianco nero– aggiunge – ottenuta da una caparbia ragazza, vissuta nella prima metà del Novecento, Rosalind Franklin.
Da quell’immagine si decifrò per la prima volta la struttura a doppia elica del DNA, una sorta di impronta digitale. Da quel momento scienziati di diversa formazione hanno provato a dare la risposta alla domanda “Che cos’è la vita”, proprio il titolo di un libro pubblicato già nel 1944 dal fisico Erwin Schrödinger.
Da allora alcune risposte sono venute, ma nessuna definitiva.
Nella foto in alto Velia-Minicozzi-Ranieri-Bizzarri-Alberto-Diaspro-Paolo-Bianchini
Alessandra Rissotto



