Il gup del Tribunale di Bari, Francesco Rinaldi, ha rinviato a giudizio per bancarotta fraudolenta l’ex editore della Gazzetta del Mezzogiorno, il 91enne siciliano Mario Ciancio Sanfilippo, il figlio Domenico Natale Enzo Ciancio Sanfilippo, 48 anni, e l’ex direttore generale Franco Capparelli, 79 anni, che hanno gestito la Edisud, società editrice del quotidiano fino alla data del fallimento (15 giugno 2020).
I tre imputati – per i quali il processo comincerà il 5 aprile davanti alla prima sezione collegiale del Tribunale di Bari – sono accusati di concorso in bancarotta fraudolenta aggravata al termine delle indagini condotte dai pm Lanfranco Marazia e Luisanna Di Vittorio e coordinate dal procuratore capo Roberto Rossi. Sempre secondo l’accusa, che si basa sulle indagini condotte dalla Guardia di Finanza, Mario e Domenico Sanfilippo e Franco Capparelli – come si legge sul sito della Gazzetta del Mezzogiorno – avrebbero compiuto “atti di dissipazione e/o depauperamento consistiti in rimborsi spese e spese di rappresentanza prive di giustificazione economica, negli anni dal 2016 al 2018, per complessivi 192.489 mila euro, causando “per effetto di operazioni dolose il fallimento della società Edisud spa”.
Oggi la Gazzetta del Mezzogiorno è gestita dalla società Edime, aggiudicataria della testata nell’ambito della procedura fallimentare che si è aperta a seguito del fallimento Edisud.


