Elezioni politiche, giornalisti e par condicio sono al centro di un post pubblicato su Facebook dal giornalista professionista Massimiliano Capitanio, già deputato della Lega al Parlamento, componente di Agcom, Autorità per la garanzia nelle comunicazioni. E proprio rispetto alla comunicazione il collega fornisce alcune semplici regole di deontologia professionale da seguire in questi tempi di campagna elettorale per un’informazione corretta ed imparziale.
Basterebbe attenersi alla deontologia professionale e il solco tra giornalisti, opinionisti e supporter sarebbe già tracciato. E in profondità. Spesso, purtroppo, questo non avviene anche se le norme sono chiare e non interpretabili.
Tre utili memo
La Legge 22 febbraio 2000, n. 28) all’articolo 5 spiega che “I registi ed i conduttori sono tenuti ad un comportamento corretto ed imparziale nella gestione del programma, così da non esercitare, anche in forma surrettizia, influenza sulle libere scelte degli elettori”.

Le Disposizioni per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica indette per il giorno 25 settembre 2022 (Documento n. 18) all’articolo 4 ricordano che “i notiziari e le rassegne stampa diffuse dalla RAI e tutti gli altri programmi a contenuto informativo debbono garantire la presenza paritaria, coerentemente con quanto previsto dall’articolo 5 della legge n. 28 del 2000, uniformandosi con particolare rigore ai criteri di tutela del #pluralismo, della completezza, della #imparzialità, dell’obiettività, dell’equilibrata rappresentanza di genere e di parità di trattamento tra le diverse forze politiche, evitando di determinare, anche indirettamente, situazioni di vantaggio o svantaggio per determinate forze politiche. (…) I direttori responsabili dei programmi di cui al presente articolo, nonché i loro conduttori e registi, osservano in maniera rigorosa ogni cautela volta a dare attuazione al precedente comma 2, considerando non solo le presenze e le posizioni di candidati, di esponenti politici o comunque di persone chiaramente riconducibili ai partiti e alle liste concorrenti per il ruolo che ricoprono o hanno ricoperto nelle istituzioni nell’ultimo anno, ma anche le posizioni di contenuto politico espresse da soggetti e persone non direttamente partecipanti alla competizione elettorale.
Infine le recentissime (deliberate ieri) Disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parità di accesso per le elezioni indette per il 25 settembre 2022 (Delibera 299/22/CONS) all’articolo 7 chiariscono che “fermo il rispetto della libertà editoriale di ciascuna testata, i direttori, i conduttori, i giornalisti e i registi devono orientare la loro attività al rispetto dell’imparzialità, avendo come unico criterio quello di fornire ai cittadini il massimo di informazioni, verificate e fondate, con il massimo della chiarezza affinché gli utenti non siano oggettivamente nella condizione di poter attribuire specifici orientamenti alla testata. Nelle trasmissioni di cui al presente articolo i registi ed i conduttori sono tenuti ad un comportamento #corretto ed #imparziale nella gestione del programma. Resta salva per l’emittente la libertà di commento e di critica che, in chiara distinzione tra informazione e opinione, salvaguardi comunque il rispetto della persona”.


