Dietrofront dei vertici dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, vittoria della minoranza: concessa la proroga per completare i crediti formativi dell’ultimo triennio

Nella foto, da sinistra in alto, i consiglieri di minoranza (Gruppo per il Giornalismo del CNOG): Santino Franchina, Andro Merkù, Carlo Verna, Alessandro Sansoni, Enrico Paissan, Nicola Marini, Antonio Boschi, Daniele Cerrato, Oreste Lo Pomo, Carlo Parisi, Pierluigi Roesler Franz, Antonio Sasso e Giulio Francese

Proroga di sei mesi per i giornalisti che devono completare i crediti formativi dell’ultimo triennio. Lo ha deciso il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti riunitosi a Roma. La richiesta era già stata avanzata dal “Gruppo per il Giornalismo del CNOG” nel Consiglio di metà dicembre ma i consiglieri di maggioranza e il presidente Carlo Bartoli avevano fatto muro. Fanno parte del gruppo i consiglieri nazionali dell’Ordine dei giornalisti Margherita Agata, Emilio Bonavita, Antonio Boschi, Oscar Buonamano, Daniele Cerrato, Paolo Corsini, Renato D’Argenio, Giulio Francese, Santino Franchina, Giovanni Innamorati, Oreste Lo Pomo, Nicola Marini, Andrò Merkù, Antonio Negro, Enrico Paissan, Carlo Parisi, Pierluigi Roesler Franz, Luca Romagnoli, Alessandro Sansoni, Antonio Sasso, Anna Scafuri e Carlo Verna.

Pubblichiamo il comunicato redatto dal “Gruppo per il Giornalismo del CNOG” che chiarisce anche alcuni aspetti riguardanti la frettolosa e inadeguata “riforma del praticantato” che era stata pensata dai vertici dell’Ordine nazionale e che, fortunatamente, è naufragata.

A chiarimento di comunicazioni collettive e individuali rese dai vertici attuali del Consiglio Nazionale dell’Ordine, il ricongiungimento per i pubblicisti, ai fini del praticantato, non è stato rinnovato dalla maggioranza che sostiene Carlo Bartoli nel governo del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti. Non certo dall’intervento del Ministero della Giustizia, sollecitato da chi invece difendeva la possibilità d’accesso all’esame professionale come da consuetudini.

Carlo Bartoli, presidente nazionale Odg
Paola Spadari, segretaria nazionale Odg

È stata negata dal nuovo provvedimento evidentemente in contrasto con la legge istitutiva e aperto anche ad attività pseudo giornalistiche esercitate fuori da una testata riconosciuta. Tutti pensiamo che una riforma normativa sia indispensabile al più presto, ma ogni forzatura porta a evidenziare ulteriori distanze rispetto alla legge istitutiva dell’Ordine e di conseguenza all’interno del Consiglio Nazionale. In sostanza, a farci fare passi indietro. Sostenere che il blocco del ricongiungimento sia stato determinato dall’intervento del Ministero Vigilante, come ha ammesso d’aver fatto (in una mail inviata a un collega) il presidente Carlo Bartoli in Consiglio Nazionale sollecitato da chi gli chiedeva lumi in materia, gravemente non corrisponde a verità. Così come la proroga di sei mesi della formazione, oggi approvata, era stata reiteratamente richiesta, anche nella riunione del Cnog di metà dicembre, dalla minoranza trovando un muro nei vertici dell’Ordine.

Paolo Pirovano