Numerose le suggestioni che emergono dal 19° Rapporto sulla Comunicazione del Censis.
Risultano stabili gli utenti di internet, smartphone e social network. Il 79,3% dei giovani usa YouTube, il 72,9 Instagram, il 56,5% TikTok mentre scendono Spotify, Twitter e Snapchat. Invece ritornano a salire i lettori di libri (+3,1%. Intanto non si ferma il boom della spesa delle famiglie per i dispositivi digitali con 8,7 miliardi di euro (+727,9 dal 2007). Molta attenzione anche nei confronti dell’Intelligenza artificiale infatti secondo il 68,3% degli utenti grazie a questa innovazione aumenteranno le notizie non verificabili e non sapremo più distinguere il vero dal falso, con grandi rischi per le democrazie.
Risulta in crescita la televisione: nel 2003 a guardarla è il 95% degli italiani (+0,8%). Questo risultato è la somma di diverse componenti come la stabilità dei telespettatori della tv tradizionale (il digitale terrestre +0,9%) rispetto al 2022, in lieve crescita la tv satellitare (+2,1%). In continuo rialzo invece la tv via internet (web tv e smart tv passano al 56,1% di utenza, oltre la metà della popolazione con un +3,3% in un anno. Un boom anche per la mobile tv passata dall’1,0% di spettatori nel 2007 al 33,6% di oggi.
Nel complesso i radioascoltatori sono il 78,9% degli italiani, in calo -1,1%. Diminuisce anche l’ascolto in casa che si ferma al 45,6% (-2,4% rispetto al 2022) mentre l’autoradio si attesta al 69,1% sui livelli prepandemici. Crescono gli utenti via internet con il pc (18,2% degli utenti) e con lo smartphone (24,1%) tanto è vero che dal 2007 sono rispettivamente in crescita del 10,6% e del 20,5%.
Tra il 2022 e il 2023 si consolida l’impiego di internet da parte degli italiani con l’89,1% di utenza (+1,1%) e si evidenzia una sovrapposizione tra chi utilizza gli smartphone (l’88,2%) e chi usa i social network (l’82,0%).
Continua invece la crisi della carta stampata con i quotidiani che nel 2007 erano letti dal 67% di italiani ridottisi al 22% nel 2023 con un calo del 3,4% in un anno e del 45% in 15 anni. Giù anche settimanali (-1,7%) e mensili (-2,8%) in un anno. In diminuzione anche gli utenti dei quotidiani on line che ora sono il 30,5% degli italiani (-2,5% in un anno) mentre risultano stabili quanti utilizzano i siti web d’informazione (il 58,1% come nel 2022 ma cresciuti del 21,6% in 11 anni.
Si arresta l’emorragia di lettori di libri e infatti gli italiani che li leggono sono il 45,8% del totale: +3,1% rispetto allo scorso anno ma -13,6% rispetto al 2007.
Come detto tra i giovani (14-29 anni) si consolida l’uso delle piattaforme online. Il 93,0% usa WhatsApp, il 79,3% YouTube, il 72,9% Instagram, il 56,5% TikTok. In lieve flessione tra gli under 30 oltre a Facebook (dal 51,4% al 50,3%), anche Spotify (dal 51,8% al 49,6%) e Twitter (dal 20,1% al 17,2%). In calo anche Telegram (dal 37,2% del 2022 al 26,3%) e Snapchat (dal 23,3% all’11,4%).
L’acquisto di telefoni ed equipaggiamento telefonico ha moltiplicato il valore per più di otto volte in 15 anni (+727,9 nel periodo per un ammontare che supera gli 8,7 miliardi di euro).
Per quanto riguarda l’Intelligenza Artificiale il 74% degli italiani ritiene che gli sviluppi siano al momento imprevedibili. Gli allarmisti credono che non sapremo più distinguere il vero dal falso con rischi per le democrazie (68,3%) e quanti pensano che sarà la fine della privacy dei cittadini perché saremo tutti controllati dagli algoritmi (66,3%).


