In Argentina, il rapporto tra il presidente Javier Milei e il mondo dell’informazione continua a inasprirsi. Come riporta il Corriere della Sera, l’ultima proposta dell’amministrazione riguarda un nuovo sistema per selezionare i giornalisti ammessi alle conferenze stampa e un meccanismo che consente di interrompere arbitrariamente le domande ritenute scomode.
L’idea, annunciata dal portavoce presidenziale Manuel Adorni, prevede l’introduzione di un pulsante che consentirà di “silenziare” i giornalisti durante le conferenze stampa della Casa Rosada, impedendo loro di proseguire con le domande. Inoltre, sarà introdotto un sistema di selezione pubblica, tramite votazione sui social, per decidere chi potrà partecipare agli incontri con il presidente.
Un attacco diretto alla libertà di stampa Argentina
Le nuove disposizioni arrivano in un momento di forte tensione tra l’amministrazione Milei e la stampa argentina. Da mesi, l’esecutivo ha mostrato un atteggiamento ostile nei confronti dei giornalisti, accusandoli di diffondere notizie contro il governo e cercando di limitarne l’accesso a eventi ufficiali.
Inoltre, secondo quanto riportato da diversi media, la Casa Rosada starebbe valutando la possibilità di aprire l’accesso alle conferenze stampa anche agli influencer, agli YouTuber e alle personalità dei social media vicine all’amministrazione. Una mossa che richiama da vicino il modello adottato negli Stati Uniti sotto l’amministrazione Trump, quando la selezione della stampa accreditata era stata modificata per includere nuovi attori dell’informazione digitale.
Non solo il pulsante che silenzia
Sempre secondo diversi media le restrizioni non si limiteranno alla selezione dei giornalisti e al sistema di “mute”. Il governo argentino intende infatti introdurre un codice di abbigliamento per chi parteciperà alle conferenze stampa: per gli uomini sarà obbligatorio giacca e cravatta.
Dietro questa stretta sulla stampa si intravede il tentativo di consolidare un controllo più rigido sull’informazione, limitando il potere critico dei media tradizionali e favorendo canali di comunicazione più vicini all’amministrazione.
Foto dai canali social di Javier Milei


