Aisla, sulla spiaggia di Savona posato il primo mattone de ‘La Casa di Silvia’

C’è un tempo in cui le storie non si raccontano soltanto. Si compiono.
Nei giorni scorsi, sulla spiaggia di Savona che Silvia amava – il suo mare, il suo orizzonte – è stato posato il primo mattone de La Casa di Silvia. Non un gesto simbolico, ma una scelta concreta: trasformare una casa che rischiava di essere perduta in un luogo restituito alla comunità.

Da sx. G.Micarelli (Dg AISLA). Pino Codispoti (il papà di Silvia). S.Zanoni (Affari Gen. AISLA). S.Anceschi (Raccolta Fondi AISLA)

“Non è un caso che tutto questo sia accaduto nel primo giorno di primavera. Perché questa storia parla esattamente di questo: rinascita.” Sono queste le parole con cui Alberto Fontana, delegato del Consiglio Direttivo Nazionale AISLA e promotore dell’iniziativa, ha richiamato il senso del progetto, chiarendone anche la funzione concreta: la Casa di Silvia sarà messa a disposizione delle persone con SLA e delle loro famiglie come luogo accessibile e attrezzato, dove poter trascorrere periodi di vita al mare, durante tutto l’anno. “Non è solo una casa. È una scelta precisa: rendere possibile ciò che troppo spesso non lo è. Restituire tempo, spazio e normalità alle persone e alle famiglie. AISLA si assume questa responsabilità insieme alla famiglia Codispoti, ai volontari, alle istituzioni e a tutti coloro che hanno riconosciuto in questa storia un bene che riguarda tutti”.

La cerimonia si è svolta sulla spiaggia pubblica dello Scaletto Senza Scalini, luogo simbolo di accessibilità e inclusione della città di Savona. “Diciotto anni fa è iniziato tutto da qui, da uno scaletto semplice. Poi abbiamo capito che non bastava togliere gli scalini fisici: bisognava togliere quelli mentali. È così che questo spazio è diventato un luogo per tutti”, racconta Ugo Capello. “Oggi questa casa è un sogno che si realizza e un valore per tutta la città”.

A confermarlo è stato Riccardo Viaggi, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Savona, che ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale, esprimendo piena disponibilità e convinto sostegno al progetto. “Quella di AISLA diventa anche una responsabilità pubblica e costruzione di valore condiviso. La Casa di Silvia è esattamente questo: una risposta concreta che nasce da una storia e diventa patrimonio di tutti”.

Il rogito. Da sx Pino Codispoti (il papà di Silvia) e Fulvia Massimelli (presidente nazionale AISLA)

La Casa di Silvia prende forma anche così: per stratificazione di gesti, per responsabilità condivise, per fiducia.

Chiunque desideri contribuire alla realizzazione de La Casa di Silvia può farlo sostenendo AISLA, anche con un piccolo gesto. IBAN: IT 04 V 05034 10100 000000001065. Causale: “La Casa di Silvia”