Notte drammatica quella tra il 15 e il 16 agosto del 1943 per Milano: gli aerei delle forze alleate sganciano grappoli di bombe incendiarie sul centro della città. Brucia il Teatro alla Scala e poco più in là , il Teatro Filodrammatici, un gioiello di fine ‘700 come testimonia l’unica immagine d’epoca custodita nella attuale biblioteca dell’Accademia. Ce la fa vedere Antonia Chiodi, presidente dell’Accademia e sovrintendente della Scuola Filodrammatici.
– Signora Chiodi, questa scuola ha una notevole particolarità: è gratuita…
“Sì ed è un vero miracolo che risale alla fine della guerra. I soci, privati cittadini proprietari dell’area su cui sorgevano Teatro e Accademia, si trovarono di fronte ad un bivio: vendere tutto ed intascare un bel guadagno o cercare soluzioni alternative.

E così fecero, metà della superficie fu ceduta a Mediobanca e col ricavato vennero ricostruiti il Teatro, su progetto dell’architetto Caccia Dominioni e l’Accademia, cosa di questi tempi ben rara, ebbe la possibilità di offrire gratuitamente, come avveniva in passato, la Scuola a dodici allievi che la frequentano per due anni “
Antonia Chiodi è da 25 anni Signora di questo luogo straordinario anche se, poco conosciuto al grande pubblico forse perché la Scala, lì accanto, attira l’attenzione dei media e di chi visita la città.
“Ultimamente abbiamo avuto buone classi – continua Antonia Chiodi – e intendo buone perché hanno ben compreso il messaggio dell’Accademia che è quello della collaborazione e non della competizione, il teatro in fondo è questo : collaborazione “.

-Come si entra in Accademia?
“ Non occorrono titoli di studio, bisogna avere dai 19 anni compiuti fino ai 28 e, soprattutto coltivare grandi passioni. Non è facile superare i tre gradi di ammissione, pensi che quest’anno concorrevano in 550 per 12 posti“.
– Quali sono i principali corsi di diploma?
“Dico subito che sono tutti corsi intensivi: dalla recitazione, alla dizione, dalla tecnica della voce parlata, alle tecniche vocali, dalla danza, al canto, alla cultura teatrale. E poi ci sono i seminari: nel primo anno con Maria Shmaevich, insegnante che viene dal GITIS di Mosca, nel secondo con César Brie che privilegia la scrittura autobiografica e poi ancora un seminario su Shakespeare con Peter Clough. Alla fine dei due anni , un regista che proviene dall’esterno, accompagna gli allievi fino al debutto in scena”.

Nel raccontare l’Accademia, Antonia Chiodi segnala con orgoglio la bella biblioteca specializzata che è frequentata da studiosi di tutto il mondo perché mette a disposizione circa diecimila titoli con volumi preziosi che risalgono al 1500. Recentemente questo patrimonio si è arricchito con l’archivio che Franca Valeri attrice, sceneggiatrice e drammaturga ha donato nel 2019 all’Accademia di cui fu socia per sessant’anni e dalla quale ricevette un riconoscimento riservato a grandi personaggi, nel passato lo ebbero Manzoni, Garibaldi, Eleonora Duse, D’Annunzio.
Alessandra Rissotto



