Da oggi Il Popolo d’Italia, il quotidiano fondato da Benito Mussolini nel 1914, è consultabile integralmente online sul sito della Fondazione ISEC.
La digitalizzazione del quotidiano fondato da Mussolini
La presentazione ufficiale è avvenuta nel convegno “Il Popolo d’Italia. Storia di un giornale”, ospitato al Palazzo dell’informazione, in Sala Sironi a Milano, lo stesso edificio che dal 1942 fu sede della redazione del quotidiano fascista. La digitalizzazione è il risultato di un progetto pluriennale, avviato da ISEC negli anni scorsi e portato a compimento in collaborazione con la Cittadella degli Archivi del Comune di Milano: l’istituto conserva infatti la collezione completa del giornale, dalla fondazione fino al 26 luglio 1943, quando, all’indomani dell’arresto di Mussolini, la pubblicazione fu sospesa e non riprese più.
La storia de Il Popolo d’Italia
Il Popolo d’Italia nasce a Milano il 15 novembre 1914, poche settimane dopo la clamorosa rottura tra Mussolini e il Partito socialista italiano. Mussolini aveva appena lasciato la direzione dell’Avanti! per la sua scelta interventista nella Prima guerra mondiale. Durante la guerra il quotidiano si afferma come uno dei principali organi dell’interventismo rivoluzionario, mescolando linguaggio socialista, nazionalismo e retorica della violenza rigeneratrice. Proprio sulle sue colonne si consolidano temi, lessico e stile polemico che accompagneranno l’ascesa del fascismo nel dopoguerra.
Con la nascita dei Fasci di combattimento e poi del Partito nazionale fascista, Il Popolo d’Italia diventa progressivamente il principale giornale del movimento: tribuna per la propaganda, spazio per la costruzione del mito del capo, luogo in cui si sperimentano forme di mobilitazione politica e di linguaggio giornalistico aggressivo. Il Popolo d’Italia partecipa anche alla costruzione e diffusione del razzismo fascista, con campagne sulla “questione della razza” che anticipano e accompagnano le leggi razziali del 1938, e contribuisce a veicolare un’immagine celebrativa del colonialismo italiano e dell’impero. La fine arriva nella notte tra il 25 e il 26 luglio 1943: il crollo del regime e l’arresto di Mussolini provocano l’assalto alla sede del giornale; l’edizione già impaginata per il 26 luglio non esce in stampa e la testata viene definitivamente soppressa.
L’importanza della digitalizzazione Isec
Grazie alla digitalizzazione integrale e alla consultazione libera sul sito di ISEC, una fonte fino a oggi accessibile solo a pochi specialisti in sala di studio diventa patrimonio condiviso: uno strumento prezioso per ricostruire in modo critico il funzionamento concreto della propaganda e del consenso in un regime dittatoriale, e per interrogare il ruolo della stampa nella storia italiana del Novecento.
M.C.


