Presentato a Milano lo speciale di ‘Prometeo’, rivista scientifica diretta dalla giornalista Gabriella Piroli

Nonostante la pandemia, la guerra e il caro prezzi la cultura resiste. Se il cinema sembra in una crisi quasi da collasso, c’è una risalita delle visite ai musei, del mondo della musica e di quello dei festival. E’ quanto è emerso – come riporta l’agenzia ANSA – durante un incontro sullo stato della cultura, all’Adi Design Museum di Milano, promosso dal trimestrale di scienza e storia Prometeo, della Mondadori, che ha prodotto un inserto speciale. Se il cinema nel 2019 incassava oltre 350 milioni, oggi ne fattura 169 e quest’anno più del 60% della popolazione non è andata nemmeno nelle sale – è stato osservato -, per contro nelle visite ai musei solo a Milano si registra un +18% rispetto allo stesso periodo e una curva di incrementi c’è stata anche a Roma (senza contare Torino, che ha fatto registrare un +163%). In ripresa anche il mondo della musica, nei primi sette mesi del 2022 c’è stato un +40% di biglietti venduti rispetto sempre al 2019. Appaiono in buona salute anche i festival: il Salone del Libro quest’anno ha battuto tutti i record di ingresso, così come il festival della Comunicazione di Mantova e altri organizzati anche direttamente dalle università. Qual è lo stato della cultura in Italia, ci si è chiesti. “Una realtà complicata, se fosse una figura geometrica sarebbe un solido molto irregolare, con protuberanze acute e profonde depressioni – ha risposto Gabriella Piroli, direttrice di Prometeo giunto al suo 40esimo anno di vita -. Sulla nostra vita culturale hanno inciso anche fenomeni macro davvero imprevedibili, come il covid, e non sappiamo come inciderà la crisi energetica. C’è una domanda di cultura, e anche di socialità connessa alla vita culturale”.

Gabriella Piroli

“Prometeo – ha rimarcato Gabriella Piroli – nel percorso di rinnovamento intrapreso l’anno scorso, cerca di dare più spazio a tutte queste realtà. Pensiamo che il loro sviluppo sia intrecciato al nostro, di carta stampata per un giornalismo di qualità”. Erano anche presenti gli intellettuali Armando Massarenti, Severino Salvemini, Valdo Spini e Andrea Cancellato.

Foto da Ansa