Un ordigno è esploso nella notte tra il 16 e il 17 ottobre sotto l’auto di Sigfrido Ranucci, giornalista e conduttore del programma d’inchiesta Report. Il veicolo era parcheggiato davanti alla sua abitazione di Campo Ascolano, nel comune di Pomezia, alle porte di Roma. Nell’esplosione è rimasta danneggiata anche la macchina della figlia del giornalista.
Come riporta Adnkrnos, sul luogo sono intervenuti Carabinieri, Digos, Vigili del Fuoco e scientifica, mentre le indagini sono ora affidate alla Direzione distrettuale antimafia di Roma, che procede con l’ipotesi di danneggiamento con l’aggravante del metodo mafioso. Il fascicolo è seguito dal procuratore aggiunto Ilaria Calò e dal pm Carlo Villani. Sono attese nelle prossime ore le informative delle forze dell’ordine intervenute sul posto.
L’esplosione avrebbe potuto causare vittime, come segnalato dallo stesso staff del programma di Rai 3 in un messaggio pubblicato sul profilo X di Report: ““La Procura di competenza si è attivata per le verifiche necessarie ed è stato avvisato il Prefetto. La potenza dell’esplosione è stata tale per cui avrebbe potuto uccidere chi fosse passato in quel momento”.
La notizia ha generato immediate reazioni istituzionali. In una nota diffusa da Palazzo Chigi, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso piena solidarietà al giornalista: “Ferma condanna, difendiamo libertà informazione”, ha dichiarato,
“Piena solidarietà al giornalista e la più ferma condanna per il grave atto intimidatorio da lui subito. La libertà e l’indipendenza dell’informazione sono valori irrinunciabili delle nostre democrazie, che continueremo a difendere”.


