Il cronista in visita nel tunnel antiaereo di Genova che nascondeva i 4500 operai delle acciaierie

A metà di corso Perrone, a Genova Cornigliano, di fronte allo Stabilimento Ansaldo di Campi, c’è, ancora intatto, il tunnel antiaereo del 1943, che nascondeva gli operai delle acciaierie, durante gli 86 bombardamenti aerei e i 2 navali, subiti da Genova, nella Seconda Guerra mondiale.
Si può visitare, grazie al Centro Studi Sotterranei di Genova. Una visita a taglio storico e scientifico, a cadenza periodica, guidata e prenotabile. Piccolo costo.

Un tunnel dentro la collina, costruito tra il 1942 e il ’43, per proteggere gli operai (preziosissimi) della SIAC, cioè la Società Italiana Acciaierie Cornigliano, nata nel 1934, dall’Ansaldo, e che sarà l’antenata dell’Ilva. Gli operai, tutti specializzati, erano una ricchezza enorme per l’Italia in guerra, perché producevano cannoni, e lamiere per carri armati. Così allo scoppio del conflitto, la SIAC si era costruito il suo rifugio, proprio accanto agli stabilimenti. Gli operai potevano nascondersi, in fretta, e poi, tornare altrettanto rapidamente, al lavoro. Genova costruirà altri rifugi,160, tutti pubblici (molte diventate gallerie stradali) capaci di proteggere 150 mila genovesi.
Qui a Campi, le 5 gallerie (mattoni e soprattutto cemento,) sono lunghe un chilometro, con 48 cessi alla turca,12 fontanelle, la luce e un grande tubo, adesso crollato a terra, dove far passare l’aria. Il tunnel è in perfetto stato, è di una Immobiliare che lo vende.
Potrebbe diventare una gigantesca cantina per la Bianchetta di Coronata? Chissà. 4 metri di larghezza, 3 di altezza, niente topi, diversi ingressi e una scala di 100 gradini per l’emergenza. Ci sono molte scritte. Una dice’ “Gesù mio, Misericordia’. C’è tutto il dramma e l’orrore della guerra.
Gabrio Taccani e Riccardo Zumiani, del Centro Studi Sotterranei, l’hanno raccontato in maniera efficace. Vi portano, se volete, anche dentro il Ponte Monumentale di via XX Settembre, che è cavo e nasconde dei segreti.
Segreti Sotterranei.

Paolo Zerbini

Paolo Zerbini durante la visita