Polemica tra La Stampa e il sindaco di Asti Maurizio Rasero per un post, ritenuto offensivo, pubblicato sui social dal primo cittadino nei confronti della redazione astigiana del quotidiano piemontese. Sul caso – che ha visto l’intervento dell’Ordine dei giornalisti regionale – ha espresso un personale pensiero Marco Neirotti, giornalista professionista iscritto all’Odg Piemonte, già inviato speciale della Stampa.
Ha scritto su Facebook il collega: “Alla fatwa lanciata dal sindaco di Asti contro La Stampa ha risposto con rigore il presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte. Io non entro nella polemica politica e non mi permetto di dar consigli non richiesti. Offro due spunti di riflessione e di sorriso.

Primo. Egli afferma di usare il giornale al posto della carta igienica. La carta di giornale passa attraverso lavorazioni industriali, viaggia su camion, finisce nelle rotative ed è inondata d’inchiostro, chiusa su furgoni e scaricata a terra accanto alle edicole: è, appunto, poco “igienica”. Non la userei in quel bizzarro modo anche per evitare spiacevoli distrazioni: nonostante il blackout di notizie e di dialogo imposto dal sindaco a sé e alla sua giunta, La Stampa continua con onestà e correttezza a pubblicare decisioni, delibere, talora con nome e foto del sindaco stesso: non ha molto senso, per offendere qualcuno, rischiare di usare la propria immagine per nettare i resti di una cena. Per esprimere disprezzo troverei un’allegoria più profumata. Secondo. Questa decisione di blackout mirato ricorda un po’ i bambini al parco: “Critichi come gioco? Allora non ti faccio più amico. La palla è mia e la porto via”. C’è però un dettaglio: in questo caso la palla è la “casa comune”, è la vita di una città, sono decisioni sul futuro di tutti. La palla non è del sindaco, è degli astigiani”.


