Parigi, la protesta di RSF: venti bare per i giornalisti ucraini detenuti in Russia

Parigi, la protesta di RSF: venti bare per i giornalisti ucraini detenuti in Russia
Parigi, la protesta di RSF: venti bare per i giornalisti ucraini detenuti in Russia

Una protesta simbolica quella che ha invaso Place de la République a Parigi: venti bare, diciannove aperte e una chiusa, sono state collocate dai membri di Reporter Senza Frontiere (RSF) per richiamare l’attenzione sulla sorte dei giornalisti ucraini detenuti nelle carceri russe. Un gesto di denuncia per evidenziare la drammatica situazione di chi, in Russia, ma in generale nel mondo, viene perseguitato per aver raccontato la guerra e documentato i crimini commessi nel conflitto in corso.

A rappresentare il caso più emblematico e tragico è la bara chiusa, un omaggio alla giornalista investigativa ucraina Victoria Rochtchina, deceduta il 19 settembre 2024 mentre si trovava in una prigione russa. La sua morte, avvenuta in circostanze mai del tutto chiarite, è diventata il simbolo della repressione nei confronti della stampa indipendente e del pericolo che corrono i reporter in zone di conflitto.

L’iniziativa di RSF si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione per la libertà di stampa e la sicurezza dei giornalisti nei territori occupati.