Venticinque anni fa, ad Hammamet, in Tunisia, moriva Bettino Craxi.
Rappresentante istituzionale di altissimo livello del nostro Paese e figura controversa, legata a importanti e pesanti vicende giudiziarie, Craxi iniziò, di fatto, la propria carriera politica, nel Partito Socialista Italiano, a Sesto San Giovanni, l’ex Stalingrado d’Italia.
Gli inizi della carriera di Bettino Craxi
Dopo essere stato eletto consigliere comunale nel 1956 a Sant’Angelo Lodigiano (paese natale della madre) dal novembre di quell’anno, al Congresso nazionale di Venezia del febbraio del 1957 fu eletto nel Comitato centrale del PSI, in rappresentanza della corrente autonomista di Pietro Nenni.
Nel frattempo, il partito lo mandò a Sesto San Giovanni come responsabile organizzativo e nel novembre del 1960 fu eletto consigliere comunale a Milano con più di mille preferenze.
A Sesto San Giovanni, una via dedicata a Craxi
Proprio Sesto San Giovanni è stata una delle prime città italiane a intitolargli una via.
Cinque anni fa, quella via salì agli onori delle cronache perché, a margine della segnaletica toponomastica comparve, un garofano rosso, simbolo del Partito Socialista Italiano. Oggi, invece, nessun gesto di quel genere.

Le parole di Stefania Craxi durante il ricordo
“Ringrazio il presidente del Senato Ignazio La Russa e il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, venuti oggi in Tunisia per rendere omaggio a Bettino Craxi, un uomo che ha lavorato per rendere grande l’Italia. Il loro è un nobile gesto di riconoscimento, che parla non solo al passato ma anche, e soprattutto, al futuro. Il pensiero di Craxi è infatti quantomai attuale, influenza il dibattito pubblico. Ed è un privilegio, quello di tenere assieme passato e futuro, riservato non a tutti, ma soltanto agli Statisti“, lo dichiara in una nota Stefania Craxi.
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