L’Italia arretra sul fronte della libertà di stampa, scivolando dal 41° al 46° posto nella classifica globale. Il dato, emerso dal rapporto annuale sullo stato dei diritti in Italia, è stato presentato dalla onlus ‘A Buon Diritto’, presieduta da Luigi Manconi, e pone l’accento su una situazione preoccupante per i professionisti dell’informazione.
Libertà di stampa: il problema delle querele SLAPP
Uno dei fattori che contribuiscono al peggioramento della posizione italiana è il crescente ricorso alle querele SLAPP, strumento utilizzato per intimidire e mettere a tacere i giornalisti. Secondo il rapporto, l’Italia detiene il primato del maggior numero di queste azioni legali, spesso mirate a ostacolare il lavoro d’inchiesta.
Dati allarmanti, intimidazioni e giornalisti sotto scorta
Il 2023 ha visto registrare 98 casi di intimidazioni ai danni di giornalisti, un numero che evidenzia come fare informazione in Italia sia sempre più rischioso. A ciò si aggiunge un altro dato significativo: nel 2024, 20 giornalisti sono stati posti sotto scorta a causa delle minacce ricevute, un altro dato triste.
Un monito per il futuro
Il rapporto sottolinea la necessità di interventi mirati per garantire maggiore protezione ai giornalisti e per contrastare l’uso distorto delle querele come mezzo di censura. La libertà di stampa, come ricordato da numerosi esperti, è un elemento fondamentale per il funzionamento della democrazia, e l’Italia deve impegnarsi per risalire posizioni in questa classifica internazionale.


