Ha scelto di togliersi l’abito da giornalista per indossare quello da diacono. Dopo aver consumato le suole delle scarpe per le strade di Firenze e dintorni come cronista di nera, Domenico Rosa, 43 anni, abruzzese di nascita, ha deciso di prendere i voti. Il 15 agosto di cinque anni fa. A raccontare la storia dell’ex collega è stato il quotidiano online ‘Firenze Today’. Di recente Domenico Rosa (a destra nella foto di Firenze Today) è stato ordinato diacono dal vescovo Betori. E, dopo un periodo a Roma e il ritorno a Firenze con gli abiti ecclesiastici, a settembre troverà sede in provincia di Salerno.
L’idea di farsi frate è nata dalla frequentazione con un amico. “Fu lui per primo che decise di andare in convento – ha spiegato a Firenze Today Domenico Rosa -. Io andai a trovarlo ad Assisi, nel 2012. Sono stato una settimana lì e ho assaporato la vita religiosa, la liturgia delle ore. Là ho sentito veramente in maniera nitida che nulla era più appagante di Cristo. Poi sono tornato nel 2013. Sentivo di volermi votare al signore. Così nel 2014 decisi di andare a Roma per iniziare il mio percorso”.
Secondo l’ex giornalista c’è un punto comune tra giornalismo e fede: “La verità nel racconto dei fatti: quello del giornalista è un servizio importante che fa crescere la verità. E chi vive il signore vive la verità”. Domenico Rosa non ha abbandonato completamente il suo vecchio mestiere e scrive ancora per qualche rivista. “Il giornalismo mi ha aiutato molto – ha detto -. Il lavoro del cronista mi ha aiutato a prendermi meno sul serio: mi ha insegnato a rimanere coi piedi per terra”.
“Dopo la cresima – ha raccontato – mi ero allontanato dall’istituzione religiosa, un classico quando si è giovani. Io sono sempre stato un ribelle, solo che il ribellismo porta a chiudersi e a rifiutare anche la vita. La chiamata alla vita religiosa e presbiterale è stata decisiva, un voto totale in povertà”.
A partire da settembre Domenico Rosa si trasferirà in un paese della provincia di Salerno, Pontecagnano Faiano. “Lì – ha concluso – aiuterò il parroco nei sacramenti e all’oratorio”.


