“Le persone che amiamo non vorrebbero mai lasciarci. Però accade. Mio padre è riuscito sempre a unire pur mantenendo le sue opinioni. In questi giorni ci hanno sorpreso messaggi, articoli, pieni non di dolore ma di amore, un sentimento che rimane e che si trasforma in valore. E i valori sono eterni”. Un commosso Alberto Angela ha ricordato il padre Piero, scomparso il 13 agosto a 93 anni, parlando nella Sala della Protomoteca del Campidoglio dove è allestita la camera ardente.
“L’ultima cosa che fisicamente ha detto, il comunicato, con poche forze, l’abbiamo raccolta io e mia sorella e trascritta. Era come se parlasse agli amici, si è rivolto al suo pubblico, a chi lo ha amato”, ha proseguito di fronte al feretro ricoperto da rosse rosse, e circondato da tante corone. “Ci ha insegnato tante cose, con libri e trasmissioni, ma anche con l’esempio: negli ultimi giorni mi ha insegnato a non aver paura della morte. La sua serenità mi ha davvero colpito. Se ne è andato soddisfatto, come quando ci si alza dopo una cena con gli amici”, ha aggiunto, rivolgendosi alle tante persone presenti, tra cui, oltre al sindaco Gualtieri e al governatore Zingaretti, anche la presidente della Rai Marinella Soldi e l’ad Rai Carlo Fuortes.
“Sembrava riservato ma dentro aveva un fuoco. Continuerà a vivere attraverso libri, trasmissioni e dischi e in tutti quei ragazzi che con sacrificio cercano l’eccellenza, nei ricercatori, nelle persone che cercano di unire, che cercano la bellezza della natura e di assaporare la vita. La sua è una eredità non fisica ma di atteggiamento nella vita. Ci ha detto di fare la nostra parte, e anche io ora cercherò di fare la mia”, ha concluso Alberto Angela, il cui intervento è stato suggellato da un lunghissimo applauso. La camera ardente allestita in Campidoglio ha aperto al pubblico alle 11.30 e chiuderà alle 19.


