Non ci sono più scuse: chi è in sovrappeso se non obeso, chi soffre di pressione alta, chi ha il diabete o altre comuni malattie e si dibatte da tempo senza alcun risultato, ora ha una possibilità all’avanguardia , sia come approccio sia come percorso, messa a disposizione dall’Ospedale San Raffaele di Milano che, proprio in questi giorni, ha inaugurato il Centro per la Salute Metabolica.
Ne è responsabile il professor Emanuele Bosi, primario del servizio di Diabetologia ed Epatologia.
– Professore perché si parla di salute metabolica?

“Perché in questo centro vengono particolarmente curate e possibilmente messe sotto controllo tutta una serie di patologie come il diabete, l’ ipertensione, il sovrappeso, l’obesità, l’aterosclerosi che fanno parte della sindrome metabolica”.
– Patologie di cui soffre larga parte della popolazione?
“Certamente, magari con diverse modalità, ad esempio può esserci un iperteso che non ha il diabete oppure un obeso che non soffre di pressione alta e così via, tuttavia parliamo di una costellazione di manifestazioni cliniche che tendono ad aggregarsi perché hanno in comune una predisposizione genetica“.
– Avete individuato singoli geni o singole regioni genetiche in cui vi siano alterazioni o mutazioni?
“No, possiamo parlare, però, di tanti geni in concorso tra loro che segnalano una predisposizione a sviluppare queste patologie. In questi casi, molto può lo stile di vita che, se corretto, può contrastare l’insorgere della malattia,può ritardarla o può contenerne la gravità.”

– Quanti italiani soffrono di sindrome metabolica?
“Si calcola che oltre il 50 per cento della popolazione al di sopra dei 50 anni ha almeno una di queste disfunzioni che aumentano con il salire dell’età”.
– Professore, in genere, si tende a trattare le malattie metaboliche singolarmente : un farmaco per la pressione alta, un farmaco per il diabete,un farmaco per il colesterolo, e nel suo Centro?
“Noi utilizziamo i Glp1, farmaci che hanno effetti multipli. Sono in primis degli antidiabetici ma non necessariamente agiscono sulla glicemia se è nella norma non provocano alcun effetto negativo, hanno piuttosto la capacità di indurre una riduzione del peso come mai si era mai verificato con altri farmaci ed è chiaro che quando il peso scende , cala la pressione, si riducono i lipidi compreso il grasso del fegato, migliora la respirazione anche per chi soffre di apnee ostruttive e infine, veramente sorprendente, si riduce l’incidenza dei rischi cardiovascolari come infarto e ictus”.

– Chi potrà essere preso in carico?
“Obesi e diabetici sono ovviamente pazienti d’elezione ma la terapia si estende anche a chi è in sovrappeso – l’indice di massa corporea deve essere uguale o superiore a 27 – in associazione con altri” marcatori “ metabolici”.
– A questo punto via libera a sfiziosi piatti di pasta?
“Eh no, la correzione del regime alimentare è importante anche se questi farmaci riducono l’appetito e quindi è più facile contenersi. Il Centro comunque seguirà i pazienti nel tempo in tutti gli aspetti della terapia grazie al team multidisciplinare che abbiamo creato e che copre varie discipline: diabetologia, endocrinologia, cardiologia e anche psicologia: il dimagrimento, infatti, e in generale, il sentirsi meglio può comportare cambiamenti anche dell’assetto psicologico e noi abbiamo l’ambizione di documentare, su grandi numeri, le trasformazioni che si determinano col tempo non solo quelle più manifeste ma anche quelle che, in genere, sono più trascurate”.
Alessandra Rissotto



