“Qui comincia l’avventura del Signor Bonaventura…“ chi è senior ricorderà certamente il mitico fumetto firmato da Sergio Tofano dove le avventure di Bonaventura si chiudevano invariabilmente col guadagno di un milione di lire.
Quel fumetto oggi è protagonista nella divisione di chirurgia toracica dell’Istituto dei Tumori guidata dal professor Ugo Pastorino.
– Perché professore nel suo studio c’è questa riproduzione del fantasmagorico Bonaventura?

“Perché, in modo garbato, vogliamo ricordare al Ministero che abbiamo bisogno di quel milione di euro che il decreto Mille Proroghe, ci aveva tolto, per completare RISP, programma di screening nazionale che si è rivelato prezioso per scoprire il tumore ai polmoni anche agli esordi”.
– Quanti ex fumatori e fumatori si sono iscritti allo screening?
“Lei calcoli che senza invio di lettere, ma solo con la collaborazione della stampa e dei social, abbiamo reclutato nel nostro database nazionale più di ventimila persone di cui la metà rispondenti ai criteri che abbiamo chiesto”.
– E quanti hanno già effettuato lo screening?
“Abbiamo già esaminato novemila persone. Il Ministero ci aveva dato come obiettivo settemila e trecento persone, noi siamo andati oltre e anzi entro fine anno possiamo arrivare a diecimila.
Quindi lei comprende che il milione che chiediamo serve proprio a completare questo percorso dimostrando che in tutto il Paese si può fare lo screening con gli stessi livelli di qualità, utilizzando le risorse già disponibili del Servizio Sanitario”.
– RISP si avvale dell’ intelligenza artificiale?

“Sì, tutte le tac vengono lette da un sistema automatizzato con intelligenza artificiale. Questo sistema è un aiuto per il radiologo nel scegliere le lesioni sospette che sono una piccolissima parte dei noduli letti dalla tac e poi fornisce una quantificazione molto precisa delle calcificazione coronariche e della percentuale di enfisema nel polmone, elementi che si riscontrano nei forti fumatori.
I dati sulle calcificazioni e sull’enfisema predicono con anticipo di dieci anni il rischio di morire, quindi noi sappiamo chi deve assolutamente smettere di fumare e provvedere alla riduzione del danno cardiovascolare e di quello polmonare cronico, tenendo conto che tre quarti dei soggetti che abbiamo identificato ignoravano il loro vero stato di salute”.
– Il programma RISP può aiutare le persone a smettere di fumare?
“Certamente è anche questo uno degli obiettivi del programma : vogliamo dimostrare al Ministero della Salute che possiamo trattare fino a seimila forti fumatori con la citisina, sostanza del tutto naturale, non tossica, che noi finalmente siamo riusciti a produrre. La offriamo gratuitamente a chi decide di liberarsi dalla schiavitù del fumo”.
Alessandra Rissotto



