Alla Camera dibattito sulla vertenza Gazzetta del Mezzogiorno

Vertenza Gazzetta del Mezzogiorno: botta e risposta nel pomeriggio di mercoledì 29 maggio 2024 in Commissione Lavoro della Camera tra il parlamentare Franco Mari (Sinistra italiana) e Claudio Durigon, sottosegretario al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel governo presieduto dall’onorevole Giorgia Meloni.

Il deputato – come riporta il sito della Fnsi – ha rievocato la dolorosa vicenda dello storico quotidiano di Puglia e Basilicata fondato a Bari nel novembre del 1887: «Fino al 31 dicembre 2024 – ha sottolineato – sono collocati in cassa integrazione a zero ore 46 giornalisti (di cui 10 giornalisti ex articolo 1, 22 giornalisti ex articolo 36 e 11 giornalisti ex articoli 2 e 12 del Contratto nazionale di lavoro giornalistico) occupati nelle sedi di Bari, Potenza, Taranto, Lecce, Andria e Foggia. Inoltre, 4 giornalisti sono in via di prepensionamento».

E poi: «Nonostante che la Fnsi abbia espresso soddisfazione per avere evitato i licenziamenti, resta il timore per il futuro della Gazzetta del Mezzogiorno: la proprietà, infatti, ha deciso di chiudere tutte le redazioni provinciali, accentrando i giornalisti a Bari, eliminando la propria presenza in Basilicata e mandando in edicola un’unica edizione, limitando l’offerta informativa nelle due regioni. Si procede, quindi, a tagli, non si investe per il rilancio del quotidiano e non si hanno certezze su cosa succederà dopo il 31 dicembre 2024 al termine della vigenza del piano di crisi».

L’on. Mari ha aggiunto: «Si tratta di un piano di crisi al quale Fnsi e Associazioni di stampa guardano con preoccupazione per le pesanti ricadute che si potrebbero avere sulla diffusione e sulla raccolta pubblicitaria, mettendo così a rischio la tenuta futura di tutto il giornale e mettendo ulteriormente a rischio i livelli occupazionali, con la contestuale eliminazione della copertura dell’informazione in due regioni del Sud Italia».

Conclusione: «Appare necessario perseguire l’obiettivo di recuperare al tempo pieno i posti in cassa integrazione a zero ore, recuperando professionalità ora messe da parte, nonché proseguire nel recupero anche tramite novazione contrattuale di giornalisti ex articolo 36».

«Il monitoraggio – ha concluso Durigon – riguarda anche la corretta applicazione dell’articolo 5 dell’accordo ministeriale, in cui è prevista la rotazione della cassa integrazione e il rientro in attività dei giornalisti, delle sedi periferiche, attualmente fuori servizio, in caso di nuove necessità editoriali e/o a seguito della quiescenza di altri colleghi». (Da assostampa.it)

È possibile vedere il dibattito a questo link.