In un’ennesima mossa contro i diritti dei giornalisti, l’agenzia Dire si trova al centro di una controversia sindacale. La Fnsi, insieme ad altre associazioni sindacali, ha emesso un comunicato congiunto il 13 maggio 2024, denunciando “contestazioni disciplinari nel giorno di sciopero”, definendo la situazione “inaccettabile”.
L’Usigrai, a nome dei giornalisti della Rai, si unisce alla protesta esprimendo solidarietà verso i colleghi dell’agenzia Dire. L’attenzione si focalizza sul diritto di assemblea e di sciopero, che viene minacciato dall’editore.
La protesta dei giornalisti dell’agenzia Dire è stata decisa durante un’assemblea di redazione per mostrare solidarietà verso i grafici sottoposti a procedure di licenziamento. Tuttavia, oggi i giornalisti si sono visti recapitare contestazioni disciplinari per aver superato le 10 ore annuali di assemblea, una mossa sindacale interpretata come un tentativo di intimidazione.
I rappresentanti sindacali evidenziano che il contratto di lavoro, anche firmato dalla Fieg, non prevede limiti alle ore di assemblea. La contestazione viene vista come un tentativo di scoraggiare la partecipazione allo sciopero. Il sindacato annuncia di continuare ad affiancare i giornalisti con il supporto legale, ribadendo che tali azioni dannose per i dipendenti rappresentano un pericolo per l’intero settore editoriale.
La situazione all’agenzia Dire evidenzia un costante disprezzo per le normative sul lavoro e un’escalation negativa contro i dipendenti. Il sindacato si impegna a continuare la battaglia legale per difendere i diritti dei lavoratori e a promuovere investimenti e innovazioni nel settore per superare la crisi attuale.
In conclusione, il conflitto all’agenzia Dire evidenzia le difficoltà che i giornalisti affrontano nel difendere i propri diritti e sottolinea l’importanza del sostegno sindacale per contrastare gli abusi da parte degli editori.


