Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al ddl Intelligenza Artificiale (IA), posizionando l’Italia come il primo Paese europeo a regolamentare questa tematica dopo l’AI Act. Questo significativo passo legislativo, composto da 26 articoli, enfatizza il ruolo centrale dell’uomo in ogni processo decisionale legato all’IA e mira a guidarne lo sviluppo e l’utilizzo in settori chiave come la sanità e la giustizia.
Nuova governance e norme di tutela
Il ddl presenta una serie di norme volte a proteggere il diritto d’autore e introduce il reato di ‘Illecita diffusione di contenuti generati o manipolati con sistemi di intelligenza artificiale’, punibile con reclusione fino a tre anni. Inoltre, si prevede l’istituzione di un’‘Autorità nazionale per l’intelligenza artificiale’, affidata all’Agenzia per l’Italia digitale (AgID) e all’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN), quest’ultima incaricata di vigilare sull’applicazione dell’IA con poteri ispettivi e sanzionatori.
Coordinamento della strategia nazionale
La presidenza del Consiglio sarà responsabile della definizione della strategia nazionale sull’IA, volta a promuovere la collaborazione tra pubblico e privato per lo sviluppo tecnologico. Il coordinamento di questa strategia sarà affidato al Dipartimento per la Trasformazione Digitale, guidato dal sottosegretario all’Innovazione Alessio Butti, con aggiornamenti biennali.
Investimenti e agevolazioni fiscali
La misura conferma investimenti per 1 miliardo di euro, tramite Cdp, posizionando l’Italia al vertice europeo per impegno finanziario pubblico in questo settore. Si estende inoltre il regime di agevolazioni fiscali agli impatriati che hanno svolto attività di ricerca nell’ambito dell’IA, anche all’estero.
In conclusione, il ddl sull’Intelligenza Artificiale rappresenta un passo significativo per l’Italia nel panorama europeo, confermando l’impegno verso lo sviluppo e l’utilizzo responsabile di questa tecnologia sempre più centrale nelle nostre vite.


