Conferenza stampa di fine anno della premier Meloni: l’Unirai partecipa, la Fnsi diserta e protesta. È scontro

È polemica tra i giornalisti Unirai e la Federazione Nazionale della Stampa Italiana. La Fnsi non parteciperà alla conferenza stampa di fine anno della premier. Ma promuoverà una protesta simbolica contro una legge (l’emendamento presentato dal deputato  Enrico Costa di Azione) che, secondo la Fnsi, “vuole stringere il bavaglio intorno all’informazione”. Alla conferenza parteciperà invece l’Unirai.

“I liberi giornalisti di Unirai parteciperanno alla conferenza stampa di fine anno della presidente Giorgia Meloni. E invitiamo tutti i colleghi, che si sentono lontani da ogni strumentalizzazione, a fare lo stesso. Per fare il nostro lavoro, che è quello di chiedere e spiegare i fatti e non di fare politica”. Lo comunica, in una nota, il nuovo sindacato Unirai, liberi giornalisti Rai. “Il 28 dicembre alla conferenza stampa della presidente del Consiglio Meloni – sottolineano – non andranno i giornalisti di area governativa, ma tutti i colleghi che vogliono informare gli italiani su questioni fondamentali per il loro futuro”. E propongono di partecipare alla conferenza stampa di fine anno “come atto di democrazia e di correttezza per milioni di italiani che hanno il diritto di essere informati su dove sta andando il nostro Paese e sul fondamentale ruolo dell’Italia nell’ambito della politica internazionale in questo delicato momento storico”. 

Secondo Unirai “della norma Costa, che prevede nuove regole sulla pubblicazione di atti e provvedimenti giudiziari si può discutere tra organismi di categoria e politica, per trovare un giusto equilibrio. Ma senza estremismi, non richiesti e pretestuosi. Il nostro sindacato è nato proprio per questo: per cercare un dialogo costruttivo, inclusivo, lasciando da parte faziosità e divisioni che non possono rappresentare tutti i giornalisti italiani. Per questo sosteniamo la necessità che tutti i cittadini del nostro Paese possano fruire di un’informazione corretta e finalmente pluralista”.