“Sono molto preoccupato di alcune dinamiche che il mondo dell’informazione sta vivendo. Sono preoccupato dal fatto che in presenza di due grandi conflitti internazionali, che forse non viviamo da lungo tempo, uno dei due possa diventare quasi una guerra dimenticata. E questo dal nostro punto di vista, di chi racconta e analizza l’attualità e cerca di portare una profondità informativa, è molto rischioso”. Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio per l’informazione e l’editoria, Alberto Barachini, intervenendo in videocollegamento a Torino per la cerimonia per il 70esimo anniversario dell’istituto universitario di studi europei e per il 30esimo anniversario della rivista di geopolitica Limes.
“Siamo in una fase in cui si rischia di delegare alcuni compiti a strumenti tecnologici – ha aggiunto Barachini – noi giornalisti abbiamo una grande forza e chi rappresenta le istituzioni e difende questa categoria deve avere una visione: quella di spingere verso la difesa dei livelli occupazionali. Intanto perché dove ci sono i giornalisti e le redazioni il lavoro sicuramente ha un controllo umano, una supervisione umana e una verifica umana ed è un filtro dal rischio dalle fake news”. “Bisogna difendere la creatività – ha concluso – perché l’intelligenza umana è imbattibile dove resta creativa, dove resta originale, dove sa intuire e raccontare”.


