La necessità di inclusione delle diverse realtà della Rai e di pluralismo nella tv pubblica, anche a livello sindacale, è stata sottolineata dai direttori presenti alla presentazione di UniRai all’Auditorium Due Pini a Roma. A guidare l’associazione sono Francesco Palese di Rainews ed Elisabetta Abbate del Tg1. Punto di riferimento è Incoronata Boccia, vicedirettrice del Tg1 ed ex componente dell’esecutivo Usigrai. “Facciamo tutti servizio pubblico, con diversi approcci, ma chi lavora nella mia direzione sa che il lavoro editoriale è complicato e spesso abbiamo eredito situazioni di divisione e diffidenza – ha detto Angelo Mellone, direttore del Day Time Rai -. Atteggiamenti di ipersindacalismo aumentano la farraginosità e le incomprensioni dove ci vorrebbe un lavoro di squadra. Più la componente della Rai si fonderà, più miglioreremo tutti”.
“Il tema del cambiamento è fondamentale e questa governance sta cercando di trasformare la Rai – ha sottolineato Nicola Rao, direttore della Comunicazione Rai -. La Rai che io sogno è una Rai aperta, inclusiva e plurale in cui i diversi punti di vista si sommino e convivano in un riconoscimento e rispetto reciproco. In questo senso va la richiesta di pluralismo di Unirai”. Il direttore della Tgr, Alessandro Casarin, ha invitato a “essere realisti e a fare un’operazione verità verso tutti i colleghi”. “Questa azienda è strutturata come nel 2010 quando si lanciarono i canali specializzati – ha detto – e con gli anni il prodotto si è moltiplicato, allora la Sipra incassava 1 miliardo e 200 milioni, oggi 600 milioni con l’indebitamento che conoscete tutti. È brutto dirlo, ma la realtà è testarda”.
Il direttore di Radio Rai, Francesco Pionati, ha spiegato di vedere con favore la nascita di Unirai e sottolineato che “la radio trae la propria forza dalla sua sua essenzialità, che dà continuità allo strumento e ha smentito nei decenni tutti quelli che ne decretavano la morte”. “Sono orgogliosa di appartenere a questa comunità – ha affermato la direttrice delle Relazioni Istituzionali, Angela Mariella -. Siamo giornalisti del servizio pubblico. Sembra una formula astratta, ma in realtà è molto concreta. Il problema che abbiamo riscontrato è ridare centralità e forza al servizio pubblico”. “Non credo che serva un sindacato di opposizione, ma qualcuno che accenda un altro lampione”, ha detto Iacopo Volpi, direttore di Rai Sport, sottolineando il lavoro svolto dalla testata in questo momento, in particolare dopo gli ultimi eventi tennistici, Atp Finals e Coppa Davis, trasmessi dalla tv pubblica. “Sono preoccupato per il futuro dell’azienda, che deve resistere alle critiche dei giornali – ha affermato Paolo Petrecca, direttore di Rainews -. Penso che la Rai abbia bisogno di credere in se stessa. Il tema delle risorse è centrale anche per noi che facciamo informazione 24 ore su 24. Sono fiero di essere qui e saluto questa iniziativa. Noi giornalisti di un certo tipo spesso etichettati ingiustamente, invece abbiamo il diritto di esprimere le nostre opinioni”.


