Il direttore dell’Ansa Luigi Contu: «Intelligenza Artificiale grande opportunità ma non potrà mai sostituire i giornalisti»

L’Intelligenza Artificiale offre «grandi opportunità» al giornalismo purché non si pensi che si possa «sostituire l’uomo» nella generazione dei contenuti, anche perché l’informazione «è cruciale per la tenuta delle democrazie». Lo ha detto Luigi Contu (nella foto), direttore dell’agenzia di stampa Ansa, intervenendo al seminario sull’Intelligenza Artificiale organizzato dall’agenzia al Parlamento Europeo. «Vedo però la consapevolezza dei decisori nazionali ed europei che si stia affrontando un tema centrale per la democrazia e perché la parte democratica del mondo abbia un ruolo fondamentale per il progresso dell’umanità», ha aggiunto Contu commentando gli interventi dei relatori del seminario, tra cui l’europarlamentare Brando Benifei e il sottosegretario Alessio Butti.

Il direttore dell’Ansa ha sottolineato che «i danni prodotti dal web e poi dai social» al sistema dell’informazione, soprattutto, ma non solo dal punto di vista economico, sono «irreparabili». «Dunque dobbiamo essere pronti ad affrontare la grande sfida dell’IA senza chiuderci in un recinto, magari per timore di perdere copie, sarebbe un atteggiamento sbagliato e farebbe perdere al giornalismo centralità». La professione giornalistica, secondo Contu, potrà quindi continuare ad avere «un futuro anche avvalendosi dell’IA per un lavoro sempre più di qualità e i giornalisti dovranno essere sempre più formati sugli algoritmi mettendo in discussione ancora una volta i contorni della nostra professione senza derogare alle regole del giornalismo di qualità».

«Noi – ha sottolineato – stiamo sperimentando sistemi di classificazione delle notizie che possono essere di grande utilità nel profilare contenuti, renderli più semplici da distribuire sulle piattaforme digitali. Un archivio come quello dell’Ansa, con milioni di testi, immagini e video, è un archivio sicuro, certificato, e l’IA può aiutare a costruire nuovi contenuti, assemblarli e renderli fruibili per gli abbonati e il web. Di fronte a un grande fatto di cronaca, ad esempio un terremoto si potrà avere a disposizione in pochi minuti una storia multimediale dei terremoti in Italia o nel mondo, mentre oggi ci vorrebbero ore di ricerca e lettura nei tre archivi separati. Un contenuto che andrà sempre vidimato e lavorato dalla redazione ad esempio sulla costruzione di schede per un fatto di cronaca, come un terremoto».

«Aperti all’AI dunque ma – ha concluso Contu – nessuno si illuda che possa sostituire il nostro lavoro e spero che questo errore non lo vogliano commettere gli editori: come può una macchina stabilire la gerarchia della notizia che proviene da un discorso di Joe Biden? O raccontare il gesto del Papa, l’emozione di un’opera d’arte, testimoniare una giornata di guerra? Come può fare scelte etiche? Questo lavoro lo potrà fare solo un uomo, un giornalista. Che peraltro ha la responsabilità penale e civile di quello che scrive e pubblica».