Campagna della Fondazione Exodus a sostegno del “Progetto SOS Adolescenti”

In Italia gli adolescenti ritengono che il periodo di pandemia abbia influito negativamente per il 41% sulla propria salute mentale e per il 37% sulla propria crescita evolutiva*.

L’emergenza sanitaria e il lockdown vissuti negli ultimi tre anni hanno avuto, infatti, un effetto dirompente sulle fragilità emotive dei ragazzi e delle famiglie. Il covid è stato un evento che ha cambiato l’esistenza lasciando un segno forte, soprattutto nei giovani più fragili, che percepiscono il domani sempre più incerto e faticano a proiettarsi nel futuro.

Oggi sono ancora tanti i ragazzi e le famiglie che stanno pagando un prezzo molto alto, sia in termini di difficoltà emotive che di isolamento relazionale – dichiara don Antonio Mazzi, presidente di Fondazione Exodus -. Si sentono sempre più soli e hanno difficoltà a trovare luoghi accoglienti di ascolto e di sostegno, con il rischio che le loro fragilità si cronicizzino, amplificandosi. Inoltre, i servizi territoriali esistenti hanno liste di attesa lunghissime. Exodus da quasi 40 anni è un punto di riferimento per tanti genitori e adolescenti in difficoltà che hanno bisogno di risposte tempestive e oggi, in un periodo storico così complesso, vuole continuare ad accogliere le richieste di aiuto che quotidianamente riceve”.

Con il “Progetto SOS Adolescenti” Exodus vuole offrire un servizio di intercettazione precoce, ascolto e accoglienza a ragazzi e figure educative di riferimento (genitori, insegnanti, educatori), per dare una risposta concreta e tempestiva a questa nuova emergenza, “perché il benessere emotivo e psicologico è un bisogno primario”, conclude don Mazzi.

Dal 12 novembre al 16 dicembre 2023 è possibile sostenere il progetto inviando un SMS da cellulare personale o chiamando da telefono fisso al numero solidale 45596 per donare 2, 5 o 10 euro.

I numeri di Exodus oggi: 40 centri in Italia (case accoglienza, comunità, centri giovanili, centri di  ascolto e orientamento); circa 600 persone ospitate ogni anno in forma residenziale con problemi legati alle dipendenze; 15.000 persone in media raggiunte ogni anno con servizio di ascolto e orientamento; 20.000 ragazzi coinvolti in progetti musicali e sportivi promossi dai Centri Giovanili don Mazzi; 8 cooperative sociali che si occupano di reinserimento socio-lavorativo; 3.000 genitori e insegnanti coinvolti ogni anno in percorsi di formazione; 6 Paesi del mondo in cui è presente con interventi stabili e progetti di cooperazione allo sviluppo insieme a Educatori Senza Frontiere.