L’appello dell’Unesco: “I governi proteggano i giornalisti esposti a intimidazioni”. Mlg: “Anche Fnsi e Odg tutelino la categoria”

«Durante le campagne elettorali e le manifestazioni di protesta i giornalisti sono molto più
esposti al rischio di subire intimidazioni, minacce e violenze. Perciò quando lavorano in queste situazioni i governi di ciascun Paese devono proteggerli meglio e di più, devono rafforzare le misure di prevenzione e protezione vigenti». Lo dice il nuovo documento dell’Unesco. «Il ruolo delle Forze dell’ordine: garantire la sicurezza dei giornalisti durante le manifestazioni e le elezioni», pubblicato il 2 novembre 2023, nella ricorrenza della «Giornata internazionale per mettere fine all’impunità per i reati contro i giornalisti», celebrata in tutto il mondo (in Italia da Ossigeno per l’informazione il 27 ottobre, a
Roma).

«L’Unesco – si legge in una nota – sottolinea l’urgenza e la drammaticità del problema fornendo alcuni dati. Fra gennaio 2019 e giugno 2022 ha riscontrato attacchi ai giornalisti legati proprio alle fasi elettorali, ‘nel contesto di almeno 89 elezioni svolte in 70 Paesi di varie parti del mondo, durante le quali sono stati aggrediti 759 giornalisti e professionisti dei media (29 per cento donne), il 42 per cento di loro dalle Forze dell’ordine’. Bisogna fare subito qualcosa, osserva l’Unesco, ricordando che l’anno prossimo i cittadini saranno chiamati a votare in 80 Paesi (28 andranno alle urne nella sola Unione europea) e che nel periodo 2015-2021 in 101 Paesi alcuni giornalisti hanno subito gravi attacchi (soprattutto da parte delle Forze dell’ordine, con percosse e arresti arbitrari, ma anche da parte dei manifestanti), mentre seguivano manifestazioni pubbliche e proteste e durante queste manifestazioni 13 giornalisti sono stati uccisi».

Giuseppe Gallizzi

«Che cosa fare, dunque? – conclude la nota -. L’Unesco raccomanda innanzitutto di stabilire buone relazioni fra le Forze dell’ordine, i media e i cronisti che seguono manifestazioni e incontri pubblici, e di addestrare gli agenti di polizia al corretto rapporto con i cronisti, durante la loro formazione e con corsi di aggiornamento periodici. Il documento, dal titolo ‘The role of law enforcement agents: ensuring safety of journalists during public demonstrations and elections’, sarà leggibile sul sito web dell’Unesco – Ossigeno».

Sul tema è intervenuto anche il Movimento Liberi Giornalisti con il suo leader Giuseppe Gallizzi. «Quella dell’Unesco – ha dichiarato Gallizzi – è un’iniziativa lodevole che va supportata. Sia la Federazione Nazionale della Stampa sia l’Ordine Nazionale dei Giornalisti devono appoggiare la proposta e promuovere con progetti concreti e mirati anche in Italia queste misure».