Nel Palazzo delle Contesse a Mel, in provincia di Belluno, nei giorni scorsi si è svolto il convegno ‘Vajont, l’eredità di Tina Merlin e di Dino Buzzati’. Il convegno ha visto la partecipazione di circa cento persone, ed è stato organizzato dall’Associazione Villa Buzzati S. Pellegrino il Granaio in collaborazione con il Centro Studi Internazionale Dino Buzzati di Feltre, il Comune di Borgo Valbelluna, la Provincia di Belluno, il Comune di Longarone e la Fondazione Vajont.

L’incontro ha messo a confronto due “grandi firme” bellunesi, Dino Buzzati e Tina Merlin, nonostante le loro origini diverse. Buzzati proveniva da una famiglia borghese e ha intrapreso una carriera giornalistica a Milano, mentre Merlin proveniva da una famiglia umile e ha combattuto per fare carriera a Milano, attraverso lavori precari come domestica. Nonostante le loro differenze, entrambi hanno fatto notevoli contributi giornalistici.

Durante il convegno è stata posta la seguente domanda: “I giornalisti possano costruire un mondo migliore”. La risposta di Tina Merlin sarebbe stata sì. Come corrispondente del giornale l’Unità, Merlin ha messo in guardia contro il disastro imminente del Vajont, diventando la voce del territorio. Nonostante fosse sola nella sua battaglia, ha espresso la necessità di essere presenti e responsabili come giornalisti.
La “natura crudele” non ha colpe. Anzi cerca a più riprese di allertare soprattutto gli esperti (ingeneri, geologi, tecnici), i residenti non ne hanno bisogno. Natura crudele è il titolo dell’editoriale che l’11 ottobre 1963 il Corriere della Sera pubblicava a firma di Dino Buzzati. Non è sul posto. È in redazione a Milano. Non è un articolo d’inchiesta. È appunto da terza pagina. Redatto dal Buzzati scrittore non dal Buzzati giornalista. Patrizia Dalla Rosa, responsabile della ricerca del Centro Studi Buzzati, dell’omonima associazione internazionale di Feltre, ha evidenziato: «Un brutto articolo» nel quale si celebra la maestosità della diga e si condanna la natura appunto crudele che si è voluta vendicare della sfida che l’uomo le ha dichiarato».


