L’Associazione Stampa Romana ha chiesto di lanciare subito, insieme alla Fnsi e alle altre Associazioni regionali di Stampa, «una stagione di mobilitazione per il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro giornalistico, al fine tutelare le retribuzioni aggredite dall’inflazione di tutte le figure professionali, vecchie e nuove, dentro e fuori le redazioni». Oltre che «per combattere ogni forma di sfruttamento e di lavoro precario e per salvaguardare la professione giornalistica di fronte a questioni di assoluta rilevanza, come l’uso dell’intelligenza artificiale e la tutela del diritto d’autore». È quanto si legge in un documento approvato all’unanimità dal Direttivo di Stampa Romana.
«Il rinnovo contrattuale – aggiunge Stampa Romana – deve invertire la rotta scelta da anni dagli editori, che a investimenti e sviluppo, hanno preferito il sistematico taglio del costo del lavoro a scapito della ricchezza e della qualità dell’offerta informativa, ricorrendo a stati di crisi spesso pretestuosi e ai prepensionamenti, aggirando le previsioni del Contratto nazionale, disapplicando unilateralmente e illegittimamente gli accordi integrativi aziendali».
Nella foto il segretario di Stampa Romana Stefano Ferrante (immagine da Fnsi)


