«La riforma non è fatta per gli ultimi della Terra. Di quelli non si interessa nessuno. La riforma è fatta per impedire che giornalisti e giornali possano riportare intercettazioni che riguardano il comportamento di un potente». Così il nuovo procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, intervenendo sulla cosiddetta riforma Cartabia che, con il pretesto della presunzione di innocenza, di fatto ha posto un bavaglio alla diffusione delle notizie di cronaca nera e giudiziaria.

L’occasione – come riporta la Fnsi (Federazione Nazionale della Stampa Italiana) – è offerta dal Dig, il festival internazionale di giornalismo investigativo coordinato da Alberto Nerazzini, che si è svolto a Modena con il sostegno del sindacato dei giornalisti. Sabato scorso, poco prima del dibattito con Nicola Gratteri, l’Assostampa dell’Emilia-Romagna, assieme all’Assostampa Modena (sezione provinciale dell’Aser) e alla Fnsi, ha dato vita a una simbolica manifestazione a difesa della Costituzione e del diritto dei cittadini ad essere informati.

“La democrazia passa anche attraverso la conoscenza di cosa accade intorno a sé”, è il concetto ribadito dai rappresentanti dei giornalisti. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, i giornalisti di Stampa Modena, guidati dal presidente Pier Paolo Pedriali e dell’Aser, con in testa il presidente Paolo Maria Amadasi e il segretario generale aggiunto della Fnsi, Matteo Naccari. Con loro anche Monica Andolfatto, segretaria del Sindacato giornalisti Veneto e componente della giunta della Fnsi e l’ex presidente della Fnsi, Giovanni Rossi. In apertura del dibattito, Monica Andolfatto ha ricordato che quest’anno si svolge la prima edizione del premio nazionale sul giornalismo d’inchiesta territoriale intitolato a Tina Merlin (qui il link al bando), dedicato a croniste e cronisti impegnati sul fronte dei diritti sociali, della tutela del lavoro, della denuncia delle diseguaglianze e del rispetto dell’ambiente.
Foto da Fnsi


