Nostra intervista al presidente di Confindustria Nautica Saverio Cecchi alla vigilia dell’inaugurazione del Salone Nautico di Genova

Saverio Cecchi

Nessuno ricorda un altro Salone Nautico che abbia vissuto una vigilia così caotica come quello che si inaugura domani a Genova, numero 63. Tutta l’area è un gigantesco cantiere perché, a monte, proseguono i lavori per la realizzazione di nuovi collegamenti d’acqua, fronte mare, si stanno completando due residenze che hanno forme simili a imbarcazioni e anche in mare si lavora per tirare su la torre piloti che sostituirà quella tragicamente crollata 10 anni fa.
In questo scenario tra scavatrici, benne, gru, transenne, gli espositori devono allestire i loro stand con molte difficoltà.
Lo sa bene Saverio Cecchi, presidente di Confindustria Nautica organizzatrice del Salone, che abbiamo intervistato in un raro momento di pausa.
Da tre anni forse tre e mezzo, i nostri soci, ma non solo, convivono con cantieri sempre attivi e il nostro ufficio commerciale, coordinato da Alessandro Campagna, deve fare, tutti gli anni, dei miracoli. Spero che nel 2024,  ultimata una buona parte di questi lavori, Genova possa avere una piattaforma unica al mondo, tutta dedicata alla nautica”.

Preparazione dei lavori

– Ma vi penalizza il salone di Cannes che apre dieci giorni prima di voi?
No guardi, il mercato lo fanno gli espositori italiani per i primati conquistati in vari settori, dai  superyacht alle unità pneumatiche agli accessori e alla componentistica, piuttosto c’è una carenza notevole rispetto a Cannes, dovuta alle infrastrutture.
Per questo chiedo agli amministratori liguri che spingano perché a Genova si possa arrivare agevolmente:  oggi da Ventimiglia a Genova ci vuole uno sproposito, l’aeroporto non è adeguato, in treno per Milano ci si mettono due ore, se va bene, per non parlare dell’autostrada”
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– Presidente Cecchi, fatti salvi i risultati eccellenti della nautica italiana che è  tornata prima nelle esportazione con più 88 per cento, vede delle criticità?
Da qui a dieci anni ne vedo essenzialmente una: la scomparsa di quelle professionalità artigianali che hanno fatto grande la nautica. Io ho una mia proposta: il reddito alla formazione dell’apprendistato”.
-E cioè ?
In pratica penso ad un’azienda che si faccia carico per due anni di un giovane diciamo 16enne. Gli insegni un lavoro, lo paghi una cifra modesta ma ragionevole integrata da contributo dello Stato. Cifra che deve essere uguale in tutte le regioni. Al termine obbligo di assunzione a tempo indeterminato”.
Oggi a Genova c’è vento fresco e cielo nuvoloso, anche il presidente Cecchi guarda al meteo con una certa inquietudine: domani alle 10.30 cerimonia di inaugurazione con molti esponenti di governo, l’auspicio è che il tempo sia clemente.

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Alessandra Rissotto