È possibile aggiungere un tocco in più alla magia che si sprigiona dagli affreschi di Giotto?

A Padova ci sono riusciti con il progetto “Giotto sotto le stelle“: al calar del sole, quando la sera avvolge la Cappella degli Scrovegni, si può entrare per godere, in assoluta tranquillità, la visione delle storie del Vecchio e del Nuovo Testamento, affrescate dal pittore toscano, con una intensità di sentimenti che coinvolgono anche i più disincantati.
Bisogna, ovviamente, prenotare per tempo, poiché l’ingresso è consentito a piccoli gruppi di persone che, prima di accedere alla Cappella, devono sostare per una ventina di minuti nella cosiddetta stanza di compensazione, una sorta di filtro in grado di evitare che il microclima all’interno della cappella si alteri, come accaduto per molti anni in passato, tanto da aver provocato seri danni agli affreschi. Durante la sosta vengono proposti due interessanti filmati che ripercorrono le vicende raccontate da Giotto e la storia del restauri affidati all’Istituto Centrale del Restauro, istituzione che è riferimento in Italia e nel mondo per il recupero del nostro patrimonio artistico.

“Di Giotto ci siamo curati da sempre a cominciare dal dopo terremoto di Assisi – dice Lidia Rissotto che è stata direttore operativo del cantiere dedicato alla catalogazione e alla ricomposizione dei frammenti dei dipinti di Giotto e Cimabue nella Basilica di Assisi. “Al ciclo giottesco degli Scrovegni abbiamo dedicato una campagna di restauri nel 2001, sotto la guida dello storico dell’arte Giuseppe Basile, attenendoci rigorosamente al principio del restauro conservativo e cioè nessun intervento è stato fatto laddove mancano parti dell’affresco”.
Tutt’ora ICR continua a monitorare la Cappella, poco tempo fa è stata ultimata la manutenzione delle tre statue di Giovanni Pisano che ornano l’altare. La scelta di visitare gli Scrovegni di sera è senza dubbio vincente anche perché i dettagli dei vari riquadri sono resi più evidenti da un sistema di luci che esalta la modernità stupefacente di un pittore che superò i limiti della pittura trecentesca per anticipare la visione umanistica dell’arte.
Alessandra Rissotto



