Sulle tracce della “vecchia Cervia”: per gli amanti della storia, una visita guidata gratuita agli scavi archeologici

E si avvia a conclusione la quinta campagna di indagini archeologiche del Progetto “Archeologia a Cervia”. Per offrire ai cittadini e alle persone interessate la visione e la spiegazione delle attività svolte e delle novità emerse durante l’attuale campagna di scavo, il Comune di Cervia e l’Università di Bologna organizzano una visita guidata gratuita al sito archeologico per il prossimo lunedì 21 agosto in tre gruppi a partire dalle ore 15,30. Appuntamento presso le Saline di Cervia. Condurranno la guida gli archeologi dell’Università di Bologna: il prof. Andrea Augenti, direttore scientifico dello scavo, Mila Bondi e Marco Cavalazzi coordinatori del progetto. L’indagine di scavo del 2023 si è concentrata nell’area del Prato della Rosa, al centro delle saline, area in cui si riteneva potesse trovarsi l’antica Ficocle. Grazie a una serie di indagini esplorative, sono emerse le strutture di un grande edificio pilastrato e numerose sepolture. Anche gli scavi di quest’anno confermano la ricchezza e l’importanza dei resti presenti nel sottosuolo del territorio cervese, avendo portato alla luce al Prato della Rosa un edificio prima sconosciuto ed evidenze risalenti ai secoli centrali del Medioevo, periodo in cui la città di Cervia Vecchia è già in piena fioritura.

Secondo alcuni studiosi la città di Cervia risale all’epoca etrusca, quando fu fondata da un condottiero chiamato Ficol, da cui il nome antico della città, Ficole. Secondo altri storici, invece, il nome Ficocle sarebbe di derivazione greca. L’antica città sorgeva ai margini di una palude e nel 709 venne interamente distrutta dall’esercito di Teodoro; per salvarsi, gli abitanti, si rifugiarono nelle zone limitrofe e a 4 km di distanza fondarono l’odierna Cervia. L’attuale nome probabilmente deriva dagli “acervi”, caratteristici mucchi di sale, o dai cervi che popolavano la pineta. La storia di questa antica cittadina è da sempre legata alle saline: all’epoca il sale era conosciuto come “l’oro bianco”, dal momento in cui era utilizzato come merce di scambio al posto del denaro. Nel periodo del Medioevo, la città fu dominata dalla famiglia di Rimini, i Malatesta, fino al 1463, quando fu venduta alla Repubblica di Venezia, la quale voleva ottenere il primato del commercio del sale. Cervia, poi, divenne proprietà della Chiesa, fino al 1859.

Per ragioni organizzative occorre prenotare alla mail: [email protected] fino ad esaurimento posti. È infatti previsto un numero massimo di partecipanti a causa dell’estensione, della conformazione del luogo e dell’ampiezza dell’area degli scavi. Il cammino per raggiungere l’area degli scavi è sugli argini delle saline; si tratta perciò di un percorso disagevole e, purtroppo, non accessibile a chi ha problemi di deambulazione. L’esperienza complessiva dura h. 1,30 circa, di cui 30 minuti di camminata all’andata e 30 al ritorno.

Alessandra Pirri

“Ravenna sta come stata è molt’anni: l’aguglia da Polenta la si cova, sì che Cervia ricuopre co’ suoi vanni”. (Dante Alighieri “Divina Commedia, Inferno, 27º canto).

E si avvia a conclusione la quinta campagna di indagini archeologiche del Progetto “Archeologia a Cervia”. Per offrire ai cittadini e alle persone interessate la visione e la spiegazione delle attività svolte e delle novità emerse durante l’attuale campagna di scavo, il Comune di Cervia e l’Università di Bologna organizzano una visita guidata gratuita al sito archeologico per il prossimo lunedì 21 agosto in tre gruppi a partire dalle ore 15,30. Appuntamento presso le Saline di Cervia. Condurranno la guida gli archeologi dell’Università di Bologna: il prof. Andrea Augenti, direttore scientifico dello scavo, Mila Bondi e Marco Cavalazzi coordinatori del progetto. L’indagine di scavo del 2023 si è concentrata nell’area del Prato della Rosa, al centro delle saline, area in cui si riteneva potesse trovarsi l’antica Ficocle. Grazie a una serie di indagini esplorative, sono emerse le strutture di un grande edificio pilastrato e numerose sepolture. Anche gli scavi di quest’anno confermano la ricchezza e l’importanza dei resti presenti nel sottosuolo del territorio cervese, avendo portato alla luce al Prato della Rosa un edificio prima sconosciuto ed evidenze risalenti ai secoli centrali del Medioevo, periodo in cui la città di Cervia Vecchia è già in piena fioritura.

Secondo alcuni studiosi la città di Cervia risale all’epoca etrusca, quando fu fondata da un condottiero chiamato Ficol, da cui il nome antico della città, Ficole. Secondo altri storici, invece, il nome Ficocle sarebbe di derivazione greca. L’antica città sorgeva ai margini di una palude e nel 709 venne interamente distrutta dall’esercito di Teodoro; per salvarsi, gli abitanti, si rifugiarono nelle zone limitrofe e a 4 km di distanza fondarono l’odierna Cervia. L’attuale nome probabilmente deriva dagli “acervi”, caratteristici mucchi di sale, o dai cervi che popolavano la pineta. La storia di questa antica cittadina è da sempre legata alle saline: all’epoca il sale era conosciuto come “l’oro bianco”, dal momento in cui era utilizzato come merce di scambio al posto del denaro. Nel periodo del Medioevo, la città fu dominata dalla famiglia di Rimini, i Malatesta, fino al 1463, quando fu venduta alla Repubblica di Venezia, la quale voleva ottenere il primato del commercio del sale. Cervia, poi, divenne proprietà della Chiesa, fino al 1859.

Per ragioni organizzative occorre prenotare alla mail: [email protected] fino ad esaurimento posti. È infatti previsto un numero massimo di partecipanti a causa dell’estensione, della conformazione del luogo e dell’ampiezza dell’area degli scavi. Il cammino per raggiungere l’area degli scavi è sugli argini delle saline; si tratta perciò di un percorso disagevole e, purtroppo, non accessibile a chi ha problemi di deambulazione. L’esperienza complessiva dura h. 1,30 circa, di cui 30 minuti di camminata all’andata e 30 al ritorno.

Alessandra Pirri