L’inviata di guerra Gabriella Simoni vince il premio Antonio Maglio alla carriera

Il premio nazionale di giornalismo Antonio Maglio 2023 alla carriera è stato assegnato a Gabriella Simoni, inviata di guerra da oltre 30 anni per le testate giornalistiche di Mediaset, testimone attenta, tenace e coraggiosa dei conflitti che insanguinano il mondo, fino all’invasione russa dell’Ucraina, dove lei c’è e da dove racconta i drammi vissuti dalla povera gente e i giochi di potere di chi la guerra la vuole fare ad ogni costo, senza curarsi delle sofferenze inferte alle persone e delle distruzioni provocate. «Nonostante racconti guerre da più di 30 anni – ha detto Gabriella Simoni – credo ancora che la pace sia l’unica via da perseguire. Sempre».

Gabriella Simoni ha iniziato la sua carriera giornalistica nel 1981 collaborando con le reti Fininvest. Nel 1987 è stata assunta come inviata speciale. Gabriella Simoni è stata sempre in prima linea sui fronti più caldi, tra cui la prima guerra del Golfo, nel 1991 (in Iraq la giornalista fu fatta prigioniera da Saddam Hussein per otto lunghi giorni insieme ad altri 24 colleghi occidentali); la guerra in Somalia, dal 1992 al 1994, dove persero la vita la collega Ilaria Alpi e l’operatore di ripresa Miran Hrovatin; e nel 1996 in Ruanda. La giornalista è stata nominata dall’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana per il coraggio e la professionalità che ha dimostrato.