Nuovo statuto Inpgi, bocciata la proposta di ControCorrente. Spaccatura tra i consiglieri eletti in Lombardia

Foto da Giornalisti Italia

Ha suscitato tante polemiche e discussioni la bocciatura del nuovo statuto dell’Inpgi che, proposto da ControCorrente, non ha raggiunto la maggioranza qualificata dei votanti. Con in aula 58 consiglieri generali, il quorum necessario per approvare il nuovo testo richiedeva la maggioranza qualificata di 44 voti, ma alla fine i Sì sono stati appena 39 contro i 19 No espressi dalle opposizioni di Sos Inpgi per il futuro e Stampa Libera e Indipendente.

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“Giusta la bocciatura – ha scritto Massimo Alberizzi sul sito di Senza Bavaglio -. Il documento presentato da Controcorrente non mirava ad assicurare una pensione decorosa e dignitosa ai sottoproletari dell’informazione, cioè i colleghi collaboratori che guadagnano pochi euro, ma si poneva solo l’obiettivo di salvaguardare il posto a quei dirigenti sindacali responsabili del tracollo dell’Inpgi 1. E di assicurare un finanziamento al sindacato, nonostante le sue responsabilità dello sfascio del giornalismo in Italia“.

A votare contro la proposta – come ha pubblicato il quotidiano online giornalistitalia.it- della maggioranza sono stati: Massimo Alberizzi, Francesca Altieri, Romano Bartoloni, Gianluca Boezio, Andrea Bulgarelli, Paola Cascella, Daniele Cerrato, Rosalba Emiliozzi, Cristiano Fantauzzi, Vincenzo Lombardo, Michaela Marcaccio, Carlo Parisi, Alfonso Pirozzi, Elena Polidori, Giancarla Rondinelli, Raffaella Salamina, Marina Sbardella, Donato Sinigaglia e Daniela Stigliano.

Queste accuse vengono respinte con decisione dai consiglieri di maggioranza che in una nota pubblicata sul sito Non Rubateci il Futuro (componente sindacale guidata da Edmondo Rho e Domenico Affinito) scrivono: “Il voto di 19 consiglieri su 58 ha affossato il nuovo statuto dell’Inpgi, facendo mancare la maggioranza qualificata necessaria. Il nuovo Inpgi non potrà, ancora, vedere la luce a soli 15 giorni dal termine previsto dalla legge di bilancio 2022. Si apre, quindi, una fase di incertezza ulteriore per una categoria già da tempo travolta da una crisi sistemica“.

Per la Lombardia fanno parte della maggioranza Inpgi anche Stampa Democratica, Nuova Informazione e Impegno Sindacale.

Secondo le previsioni di legge – prosegue la nota dei consiglieri di maggioranza – gli organismi dell’Istituto avevano predisposto una bozza di statuto rispondente ai requisiti obbligatori. Questa bozza, già approvata a larga maggioranza dalla Commissione Statuto e dal Consiglio di amministrazione, è stata portata in discussione nel Consiglio generale convocato a Roma, dove ha raccolto 39 sì. Sos Inpgi Futuro e Stampa libera e indipendente l’hanno irresponsabilmente affossata, bocciando persino due emendamenti presentati dai consiglieri di maggioranza che recepivano i temi fondamentali della proposta di minoranza“.