Il Ministero della Giustizia ancora una volta ha chiesto la sospensione dei nuovi criteri interpretativi dell’articolo 34 del 1963 sull’accesso al praticantato da parte del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti. Dunque, niente accesso al praticantato senza testate e senza direttori responsabili. Il direttore generale di via Arenula, Giovanni Mimmo – come riporta primapaginanews.it – ha inviato due note al Cnog e agli Ordini regionali.
L’8 novembre 2022 il Cnog, attendendo che il Parlamento tenesse conto delle istanze di riforma, aveva aggiornato alcune modalità per accedere all’esame di Stato, dando agli Ordini regionali la possibilità di iscrivere con “modalità eccezionale”, in qualità di praticanti, tutti coloro che possano attestare di avere esercitato l’attività giornalistica retribuita per 6 mesi, anche lavorando come ufficio stampa o su piattaforme e canali online, in mancanza di testate registrate e direttori responsabili.
Nella prima nota – ricorda primapaginanews.it – del 5 dicembre il Ministero della Giustizia ha fatto sapere che le norme attuali non danno al Cnog la possibilità di effettuare un “aggiornamento dei criteri interpretativi dell’articolo 34 della legge professionale”, e lo stesso articolo non lascia sottintendere esigenze interpretative. Lo scorso 28 marzo il Cnog ha approvato un testo modificato, la cui applicazione era stata mostrata dal presidente presidente Odg, Carlo Bartoli. Il 2 maggio il Dipartimento Affari Giustizia aveva risposto chiarendo che il testo modificato e approvato “non contiene nessun riferimento all’articolo 34”, che “nessuna potestà regolamentare in materia di accesso al praticantato giornalistico è stata attribuita dal legislatore al Consiglio nazionale”. La normativa “stabilisce in modo chiaro e univoco i requisiti e le modalità per l’iscrizione nel registro dei praticanti, ancorandola al riferimento diretto e ineludibile a una testata e un direttore responsabile”.
Le modifiche all’accesso al praticantato, dunque, sono rimandate alla riforma complessiva della legge 34/1963.
Nella foto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e il presidente nazionale Odg, Carlo Bartoli


