Maurizio Gasparri: «Il prossimo contratto di servizio Rai tenga conto delle minoranze linguistiche»

«Il prossimo contratto di servizio Rai tenga conto delle minoranze linguistiche». Ad affermarlo – come riporta Pino Nano in un articolo pubblicato su giornalistitalia.it –  è stato il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri, che nella Sala Zuccari di Palazzo Madama, a Roma, ha presieduto la giornata di studi sull’istruzione e la comunicazione per la tutela delle minoranze linguistiche storiche, organizzato dalla Fondazione Salvatore Crucitti onlus con il patrocinio della Figec Cisal.

«Trasferirò in Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai le vostre ansie e le vostre richieste – ha aggiunto – perché credo sia giusto e corretto che una grande azienda di Stato come la Rai trovi gli spazi giusti per diffondere le culture minoritarie come le vostre e dedichi attenzione alle popolazioni che ancora in questo Paese parlano lingue antiche, orali, che rischiano di sparire per sempre».

«Contate su di me – ha sottolineato il vicepresidente del Senato – per le cose che posso fare in difesa delle vostre culture e delle vostre popolazioni, nel nome di un pluralismo reale e completo e che non sempre in questo nostro Paese trova le giuste risposte». A questa manifestazione ha aderito anche il nuovo sindacato dei giornalisti e degli operatori dell’informazione e della comunicazione, la Figec Cisal. «Crediamo nel pluralismo sindacale e non solo – ha affermato il segretario generale Carlo Parisi – perché da sempre difendiamo le minoranze culturali e di ogni genere e soprattutto perché abborriamo il pensiero unico».

Il presidente del sindacato, Lorenzo Del Boca, invece ha spiegato quale sia oggi il vero rapporto tra mondo della comunicazione e minoranze linguistiche: «Vicende storiche varie e complesse hanno portato, nel corso dei secoli, allo stanziamento sul territorio dello Stato italiano di numerose comunità minoritarie, diverse per lingue, tradizioni culturali e condizioni socioeconomiche. Le minoranze linguistiche riconosciute e tutelate dalla legge oggi in Italia sono dodici: lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l’occitano e il sardo, ma la legge 482, nata per tutelarne il patrimonio storico, non basta più a garantirne la sopravvivenza».

Nella foto, da sinistra, Carlo Parisi, Pino Nano, Ernesto Madeo, mons. Donato Oliverio, Maurizio Gasparri, Lorenzo Del Boca e Pierfranco Bruni (immagine da giornalistitalia.it)