E’ acquistabile online “Il giocatore che ha mangiato una supposta”, il nuovo libro del giornalista professionista pavese Luigi Furini. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Lombardia dal 18 gennaio 1979, il collega, 68 anni, ha lavorato a lungo nei giornali locali, dalla catena di “Diario” ai quotidiani del Gruppo espresso, seguendo soprattutto la cronaca nera. Ma il calcio è la sua passione fin da bambino. Attualmente è un’opinionista televisivo ed è un volto noto dell’emittente Telelombardia, diretta dal giornalista professionista Fabio Ravezzani. “Ed eccolo, finalmente, completato il mio nuovo libro – ha scritto su Facebook Luigi Furini -. Curiosità, aneddoti e storie stravaganti. Come quel giocatore che ha mangiato una supposta”. La prefazione del volume, edito da Urbone Publishing, è a cura del giornalista professionista Fabrizio Biasin, nota firma di Libero per lo sport.
I capitoli non hanno un ordine preciso, ma sono messi a caso secondo la fantasia dell’autore – scrive Biasin – C’è la storia di Rosario, la città argentina vera capitale mondiale del calcio; la storia di una finale scudetto giocata a Bologna su un campo in pendenza; le storie di giocatori esuli, fuggiti dai loro Paesi per motivi politici. O arrivati in Italia per inseguire donne e denari. E la storia di “Balilla”, ovvero Peppino Meazza (centravanti di Inter, Milan e Juventus) al quale è intitolato lo stadio di San Siro). E le vicende, tristi e tragiche, di Gigi Meroni e Luciano Re Cecconi. E poi quanti giocatori scarsi finiti, comunque, nell’album dei ricordi e giocatori eccelsi, finiti nel dimenticatoio. E la storia degli azzurri, campioni del mondo nel 1934, che si sono visti offrire un regalo da Mussolini. Chi aveva chiesto la licenza di terza media (per andare in Nazionale aveva saltato gli esami). Chi, come il portiere e capitano, Giampiero Combi, aveva chiesto solo una tessera ferroviaria per portare la famiglia a conoscere l’Italia. Ebbene, quel regalo non è mai arrivato. Perché il calcio, come la vita, può essere crudele.



